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Basta fare notizia, quando i media locali raccontano balle

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Basta fare notizia, quando i media locali raccontano balle

Non è un mistero che il livello della stampa locale è molto basso, salvo rarissime eccezioni, quindi c’è sempre da aspettarsi una qualità delle notizie da bollettino parrocchiale.

Questa volta però, a farne le spese, sono stati alcuni adolescenti, che sono stati trasformati in vandali da un noto sito online e da un giornale cartaceo aretino, quando in realtà non hanno fatto nulla.

A Rigutino un gruppo di ragazzi, di circa 16 e 17 anni, la sera suole ritrovarsi da tanto tempo davanti ad una scuola, tra chiacchiere, motorini, risate, magari tirando tardi, come fanno tutti gli adolescenti del mondo.

Succede che passa lo “sceriffo di turno”, infastidito dalla cosa e chiama i Carabinieri, che giunti sul posto controllano i documenti, li raccomandano di cercare di non fare schiamazzi,  li salutano e se ne vanno.
Fine della storia.

Come nel gioco del passaparola, non si sa bene come, “Roma” diventa “toma”, e qualcheduno della stampa locale trasforma la notizia, con tanto di titoloni, in “Bravata fallita”, in cui si descriverebbe come i ragazzi volessero entrare di nascosto nella scuola per devastare tutto.

Palla incredibile, che si amplifica quando un media copia l’altro, senza verificare la fonte, per “stare sul pezzo”, così che a dare una notizia (copiata) falsa sono in due.

Se per vendere una copia in più di un giornale (che già vende poco) o per un click, infamando gratis delle persone innocenti, siamo davvero allo squallore totale.

I genitori di questi ragazzi sono imbufaliti, giustamente, e anche i Carabinieri hanno confermato che il gruppetto non faceva niente di male.

Il detto “sbatti il mostro in prima pagina” qui da noi viene fatto sempre dai soliti noti, a cui sarebbe consigliabile l’idea di cambiare mestiere, magari coltivando olivi e orticelli a Poti.

1 COMMENTO

  1. Mi permetto di prendere le difese dei bollettini parrocchiali, che, a confronto di un certo giornalismo collettivo, preoccupato di non rompere alcun equilibrio e lisciare il pelo della cultura dominante, meriterebbero il Pulitzer.

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Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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