L’incognita della riapertura per l’ultimo negozio di dischi della città

Lunedì non sarà un normale inizio di settimana.
Dopo oltre due mesi di quarantena la vita che conoscevamo inizierà a riprendere, tra mille incognite e difficoltà.

Certo, non sarà più come prima e questo crea ansie e perplessità a chi dovrà rialzare la saracinesca.

Abbiamo parlato con Simona Vieri che gestisce, insieme a Roberto, l’ultimo ed unico negozio di dischi in città ed in tutta la provincia.

Una specie di panda da difendere e mantenere.

Simona ci dice subito: Riapro con entusiasmo ma non so cosa ho davanti, quali difficoltà si presenteranno e chissà se potrò resistere senza chiudere.

Sì, perché un negozio di dischi ha una vendita particolare – ci spiega – i clienti vengono per rovistare tra le copertine, per ascoltare musica, per parlarne insieme; è una forma di socializzazione, un club, un modo per assaporare di più le note musicali, e se deve entrare uno per volta sono cavoli amari.

Ma Simona ama il suo lavoro, ama la musica ed ha creato con i suoi clienti una bella empatia.

Anche in questo periodo di quarantena, in tanti l’hanno cercata, utilizzando anche i social, e lei, con il socio Roberto non si sono persi d’animo.

Il periodo che si prospetta non sarà facile- prosegue – ed anche molti servizi come la biglietteria non riprenderà per la mancanza di concerti.

Perché vedi – dice – essere un piccolo negozio è la nostra debolezza ma anche la nostra forza.  Combattere contro colossi come Amazon non è facile, ma noi abbiamo il contatto diretto con i clienti, non consegniamo solo pacchi, i clienti sono anche nostri amici e diventano affezionati e fino ad ora non ci hanno mai lasciati.

Simona ci parla anche di cose più personali che dimostrano l’amore per il suo lavoro.

  • Il lavoro mi piace ed anche se mi rilascia un piccolo stipendio io sono contenta, tanto più che lavoro insieme ad una persona con la quale ci troviamo benissimo in accordo.

Che bello sentire da una persona giovane tanto entusiasmo, tanta voglia di andare avanti, in un settore come quello musicale che ha subìto così tanti mutamenti.

In fondo dalle sue parole non traspare mai rabbia contro questo o quel provvedimento, contro il destino baro, dimostra consapevolezza della difficoltà del momento e cerca di affrontarlo con energia.

L’incognita della riapertura di lunedì un po’ la turba, ma dalle sue parole capiamo che saprà affrontarla con forza.

Noi glielo auguriamo perché i dischi sono come i giornali ed i libri: nessun supporto elettronico potrà mai sostituirli definitivamente.

Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook . Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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