La fiera delle supercazzole è sempre aperta

Dopo la figuraccia del trio Chiassai – Ghinelli – Fontana, che predicano bene e razzolano malissimo, ben spiegato QUI , questa sera, durante la diretta, nelle consuete domande rivolte dai giornalisti al Sindaco, Gino Perticai chiedeva come “Come mai  ieri in occasione del minuto di raccoglimento, Lei il vescovo e la Chiassai, a differenza di tutti  gli altri presenti non avevate una protezione adeguata non mantenendo la distanza di sicurezza?”
Il solerte Ghinelli, con una imbarazzante supercazzola rispondeva che “Essendo di fianco e non di fronte alla Chiassai e al vescovo non poteva esserci contagio”.
Si sente ancora adesso il suono delle unghie che si aggrappano ai vetri.

Evidentemente l’esempio si è propagato a macchia d’olio anche in parte della popolazione aretina.
Come ci segnalano quotidianamente, non tutti rispettano le disposizioni di restare a casa, e si muovono per futili motivi da perfetti imbecilli.

Non consola sapere che in tutta Italia ci sono legioni d questi coglioni, che pur di uscire ne studiano una più del diavolo.
Abbiamo raccolto una lista dei casi più eclatanti ed assurdi di “sono uscito per…”, che rasentano la demenza.

Buona (si fa per dire) lettura.

A Zocca per vedere la casa di Vasco

Nelle ultime ore, il caso maggiormente alla ribalta anche sui Tg però non è “nostro”: la “fama” è piovuta, infatti, sulle teste di sei ragazzi fermati dai Carabinieri di Modena mentre stavano per raggiungere  Zocca, il paese natale di Vasco Rossi, perché “volevano vedere la sua casa…”

“Siamo usciti per comprare droga”

 Ma rilanciamo con due quarantenni fermati all’alba, sempre da una pattuglia dell’Arma, in una piazza di Torino.
Anche in questo caso, nessuna scusa, messi alle strette hanno confessato: “Dopo una lunga serata con gli amici siamo venuti in piazza per cercare della droga”.
Viva la sincerità.

Organizza una festa a casa e fa scorta di alcolici al supermercato

 E che dire dei due operai  sorpresi, in centro a Mantova, a sgolarsi tranquillamente una birra?
Nulla, in confronto al 35enne di un paese vicino a Treviglio (Bassa bergamasca) che ha pensato bene di organizzare a casa sua una festa con 5 amici e si è recato al supermercato per fare scorta di alcolici (per 150 euro)

Due giovanissimi fermati: “Cercavamo un bar…”

 Teneri una 21enne e un 18enne del Pavese, che quando sono stati fermati a un posto di blocco dai Carabinieri sono riusciti solo candidamente a proferire: “Eravamo in giro a cercare un bar…”.
Che peraltro non avrebbero nemmeno trovato aperto, naturalmente…

C’è poi chi evade per amore…

 Ma è in lizza per il titolo di campione il 30enne della Provincia di Sondrio che ha viaggiato fino a Dongo, sul lago di Como, per poi riportare in Valtellina la fidanzata.

Ma, attenzione, non è stato fermato… ed è pure riuscito a tornare indietro facendola franca!

…e chi vuol farsi bella

 “Oh, come sono conciata… davo assolutamente fare la piega”
Deve aver esclamato una signora della provincia di Treviso che è pure uscita dal proprio Comune per raggiungere la non lontana Asolo e venire  pizzicata dai vigili sulla poltrona di una parrucchiera, che naturalmente avrebbe dovuto in quel momento avere le serrande abbassate.

Il filone “so’ ragazzi” all’aria aperta

Erano seduti su una panchina del parco Magellano, a Venaria, vicino a Torino e chiacchieravano tranquillamente, in tre, seduti su una panchina del parco.

Ma i giovanissimi non sono sfuggiti agli occhi (ma soprattutto delle orecchie, visti gli schiamazzi che producevano) dei residenti della zona, che hanno chiamato i vigili.

Festa di laurea nell’area verde


“Non stiamo facendo nulla di male!”, hanno invece esclamato una decina di ragazzi della Martesana milanese che si sono riuniti in un’area verde per celebrare la laurea di una ragazza.

Pensavano probabilmente che, essendo all’aria aperta, fosse concesso. Invece sono stati puntualmente denunciati dai Carabinieri.

Il filone dei “trasfertisti”

 Da Cremona a Genova, senza un perché

Qui l’assortimento è davvero vasto. Una coppia di Cremona, marito e moglie, è stata denunciata dopo essersi recati a Genova Quarto.

Hanno attraversato province e regioni fino ad arrivare al capoluogo ligure. Fermati dagli Agenti dalla Polizia Locale non hanno saputo spiegare perché.

 “Volevo solo prendere un caffè…”

 Un alessandrino di 63 anni è stato invece fermato da una pattuglia di Carabinieri. Quando gli è stato chiesto il motivo per il quale era in strada, ha risposto che stava andando a prendere il caffè in un bar a Brozolo, un comune della collina Chivassese, in provincia di Torino.

In troppi al funerale, arriva la Polizia

 Curioso infine nel Veronese: è arrivata la Polizia durante una sepoltura al cimitero, erano in troppi attorno alla fossa. La Polizia ne ha allontanati alcuni, poi ha denunciato l’impresa di pompe funebri (i titolari sostengono invece che fosse tutto regolare).

In vino veritas…
Un signore è stato multato perché al supermercato ha comprato solo bottiglie di vino, e la cosa non è reputata una prima necessità. Prego? Già affrontare la quarantena è difficile, poi ci vogliono togliere pure gli alcolici? È il motivo per cui l’ Unione Sovietica è riuscita a tenere i russi lì fermi per decenni: non avevano niente, ma almeno avevano la vodka.

Per non allungare troppo la lettura, alla lista di mentecatti si sono aggiunti altri che sono andati in palestra, a comprare preservativi, a pagare il commercialista, per non fare scaricare la batteria dell’auto (con giri di parecchi chilometri), a fare motocross, per fumarsi una canna, giocare a calcetto, dare da mangiare ai piccioni (in un altro comune diverso da quello di residenza), a cogliere nell’ordine: funghi, foglie di alloro, capperi, fiori per un centrotavola, addirittura a fare scoppiare fuochi d’artificio per festeggiare il compleanno del figlio detenuto (!!!) e tante altre che denotano una fantasia che solo noi italiani possiamo vantare.

Per finire, molti coloro che si sono allontanati “per non dovere stare con la moglie che puliva casa”, e da popolo “cintura nera di divano e Netflix” con il decreto, gli stessi si sono trasformati in maratoneti da competizione.

Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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