Di un bel tacere non fu mai scritto

Ormai assodato che i politici aretini sono in campagna elettorale permanente, c’è chi in città si da un contegno, e chi invece si candida ad essere una sorta di “uomo spam”.

Nella seconda categoria sembra ricadere Luciano Ralli, capogruppo consiliare del PD, che da qualche tempo a questa parte inonda, tutti i santi giorni, i media locali con comunicati stampa fiume.

Non passa giornata in cui, senza il prezioso dono della sintesi ahimè, il nostro scrive, scrive, scrive, su ogni argomento, a mò di tuttologo, e lo affida a giornali e siti aretini.

Ogni argomento viene sviscerato con fiumi di parole, dallo stato del commercio agli spazi sociali, dalla fiera antiquaria alla pulizia delle strade, dalle critiche alla destra alle vicende Coingas, e mille altre faccende.

In tanti sono stufi del proclama quotidiano, anche dalla sua parte politica, che a volte sfocia anche in qualche sfondone, specie si dati e numeri.

Si è capito che Ralli tira a diventare sindaco, ma questo metodo è irritante, nonché assillante, e francamente non gradito da molti.

Altri politici sono meno invasivi, e non certo perché difettino di opinioni e critiche, o elogi da esprimere, ma semplicemente non sono così logorroici.

Inoltre per i giornali sintetizzare in poche righe i suoi comunicati – fiume è faticoso e a volte difficile, poiché salta di palo in frasca con rapidità disarmante.

Per il bene della popolazione, sarebbe opportuno che Ralli centellinasse meglio la sua comunicazione, tanto più che, come si dice spesso, “less is more”.

In calce a questa disamina, si puntualizza, sempre a proposito di politica, che l’Ortica NON è di sinistra, come non è di destra o di centro, e chi scrive al suo interno ha idee che spaziano dalla sinistra radical chic alla destra populista, oppure semplicemente è apolitica.

Questo per dire che, quando c’è da mazzuolare, non guardiamo in faccia a nessuno.

Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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