L’insostenibile pretesa del Comanducci sul Natale

Poche storie: di lilleri un ce ne sono in cassa al Comune e il buon Comanducci si è inventato la storia del crowdfunding, che alla resa dei conti è una questua agli aretini, anche se mascherata con parole inglesi.

Deve arrivare, a suo dire, a 100 mila euro per potere rimettere in piedi il “baraccone” natalizio simile a quello dell’anno scorso.

Ad oggi siamo a 20 mila euro raccolti, soprattutto donati dalle aziende che poi magari scaricano la donazione e pagano meno tasse, con 100 soggetti coinvolti.
Fatta salva la questione che la cosa è legale e che è lecita, è moralmente che il tutto è di uno squallore totale.

Se si hanno sogni di gloria e ambizioni elevate, si devono avere le spalle coperte in partenza, non sperare e sparare (nel mucchio) per raccattare qualcosa in questo modo.
Già affidare ad un ente privato la gestione del settore cultura e turismo di un Comune è assurdo, alla cosa si aggiunge pure la richiesta ai commercianti di pagare tutto con i loro soldi.

In più il buon Comanducci, pubblicamente sui media, si lamenta del “braccino corto” degli aretini e recrimina pure.
Allucinante.

Se non si hanno soldi, semplicemente le cose NON SI FANNO, come insegnavano i nostri nonni, piuttosto di mettere in piedi pantomime del genere, che irritano e non poco l’opinione pubblica cittadina.

Le manie di grandezza lasciamole a chi può sprecare i soldi perché ne ha in eccesso, Arezzo necessita di ben altri investimenti, specie nella manutenzione, nelle strade, nei servizi e nelle cose vitali per i cittadini.
Se poi non abbiamo la ruota o il parco giochi al Prato, non muore nessuno.

Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

3 COMMENTI

  1. complimenti!
    finalmente qualcuno che lo dice, con tutti i bisogni che ci sono io dovrei dare soldi per la ruota?
    ormai si è passato il limite, non c’è solo il Natale, Arezzo sta diventando un Luna park permanente.
    spero che gli aretini vadano a votare badando alla sostanza e non alle attrazioni turistiche.

  2. Pietà, non se ne può più di questo Natale che dura 2 mesi.
    Ma che Arezzo dipende da quante lucine si accendono per le feste?
    Possibile che il governo della città sia totalmente assorbito dalle varie baracconate come giustamente le avete definite?
    Alla faccia del clima natalizio, raccogliere soldi per…………illuminare gli alberelli o una ruota più grande.
    Commovente.

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