Ghinelli non può rinunciare alla Tanti, perché il sindaco vero è lei! E poi Forza Italia…

Ha più esperienza politica di tutti i componenti della Giunta, Ghinelli compreso.
Ha la determinazione giusta per roteare il bastone del comando… ha il fisico possente… no, questo no, ed è il solo motivo per cui non è stata candidata a prima ciittadina da Forza Italia.

E’ il vero dominus della Giunta Ghinelli.

Forza Italia, con i suoi giochetti politico-infantili, non può pensare, come invece pensa, di avere la testa della Tanti su un piatto d’argento.

Il buffo è che i Forzaitalioti da mesi sono fuori dalla giunta stessa per la defezione, in direzione di Toti, della Tanti stessa, ma in giunta non vogliono rientrarci (!).
Non chiedono la sostituzione della Tanti con un assessore di Forza Italia; no, rientrare non è tra i loro obiettivi.
Perché?

Semplicemente perché intorno alla giunta tira una cattiva aria, dal puzzo di gas… La Digos porta avanti le indagini sugli incarichi fasulli assegnati da COINGAS e presto ci si aspetta che qualche siluro parta in direzione di palazzo Cavallo; in fondo i coinvolti nell’affare sono l’assessore Merelli, l’ex presidente di COINGAS Staderini, il Sindaco Ghinelli e Francesco Macrì, che da presidente di ESTRA viene indicato come il Dominus di COINGAS…

Si dà il caso che sia Staderini che Merelli, ma anche Francesco Macrì, siano stati nominati da Alessandro Ghinelli.

Capisci quindi il rischio da rientro in giunta da parte di Forza Italia?
E’ molto più facile farla vivere, quella giunta, con il pungolo sempre puntato sulla schiena del primo cittadino. “Poi a primavera vedremo come staranno le cose…”.

E’ chiaro a tutti che se il sindaco sarà scagionato sarà ancora lui il candidato del centrodestra unito, altrimenti Forza Italia potrà dire: “io non c’ero…”

Tristezza, per favore vai via…

Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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