Ad ognuno la sua FAO

I nostri lettori certamente sono a conoscenza che le Nazioni Unite hanno costituito nel 1945 un’agenzia specializzata di profilo internazionale, con lo scopo di combattere la fame e la malnutrizione nel mondo e sviluppare i settori dell’alimentazione e dell’agricoltura, denominata Food and Agriculture Organization, in sigla FAO.

Ne fanno parte circa 200 paesi, la sua sede è a Roma ed ha Uffici Nazionali, Uffici Regionali, Uffici Sub-Regionali e Uffici di Collegamento sparsi in moltissimi Stati membri.

Nella nostra Città, da qualche anno, esiste un Ufficio Provinciale, anch’esso con la stessa sigla FAO, acronimo di Food Arezzo Organization, che ha la sua sede presso la Ascom Confcommercio e che ha un identico mandato, solo che lo espleta in un ambito più ristretto rispetto a quella delle Nazioni Unite: ridurre la fame degli aretini.

E dobbiamo convenire che, a forza di mercatini del cibo natalizi, pasquali, autunnali, street food, villaggi e accademie del gusto, notti bianche, rosa, cene in bianco, apericene, stands gastronomici e degustazioni varie, la FAO è riuscita nell’intento ed ha riempito così tanto strade, piazze e…stomaci degli aretini, che l’altra eccellenza aretina del cibo, il noto alimentarista e dietologo Dott. Pier Luigi Rossi, ha lanciato un grido d’allarme: gli aretini sono ” gonfi ” !!

Ma la FAO aretina non si ferma certo qui ed ora, per bocca della sua Presidente e della sua Responsabile del Turismo, pare intenzionata ad applicare il metodo vincente della gastronomia anche alla Cultura, sostenendo che, siccome ..” i turisti sono in calo, occorre rompere il modello dell’abbraccio mortale tra turismo e cultura, in quanto il turismo non è solo accesso a musei, chiese e monumenti, ma è anche cultura ed il turista vuole gustarsi il pranzo in una piazza animata.
Anche i musei potrebbero avere il loro ruolo da protagonisti, a patto che si valorizzino anche a livello commerciale, con animazioni e servizi innovativi, anziché limitarsi a tutelare i beni culturali che custodiscono.

Questo è il riflesso di un meccanismo ottocentesco che si dovrebbe invece superare.

La teca polverosa con le didascalie ingiallite non serve a fare cultura, figuriamoci ad attirare turisti..”

Cosa voglia dire la FAO aretina con tutti questi bei discorsi su animazioni e servizi innovativi risulta, per noi poveri di cultura, poco comprensibile.

Forse che i musei, le chiese e i monumenti cittadini dovrebbero essere attrezzati – come le piazze e le vie – con punti di ristoro, stands gastronomici, mercatini del gusto, ecc. ecc. ?

E allora, se questa, secondo la FAO di Arezzo, è la strada da seguire per fare cultura ed adescare i turisti, cosa aspettiamo a mettere un banco di maccheroni con l’ocio all’interno di Casa Vasari, un chiosco di porchetta all’interno del Museo Archeologico Mecenate (l’Anfiteatro esterno è già stato occupato per cene ed aperitivi vari), qualche bancherella di cocomero al Museo Medievale ed un padiglione dedicato al sambudello di fianco alla Cappella Bacci nella Chiesa di San Francesco ?

Etrusco
Aretino doc, la mia grande aspirazione era quella di diventare giornalista ed invece ho fatto per più di 40 anni tutt'altra professione. In gioventù' ho scritto articoli per giornali umoristici universitari del tipo La Bombarda ed Il Pungiglione ed, in seguito, dopo la laurea, sono stato nello staff di televisioni e radio private aretine. Sono da sempre appassionato di sport, che ho praticato sia a livello semiprofessionistico, sia dilettantistico. Sono un innamorato della Giostra del Saracino, nella quale per alcuni anni ho avuto un certo ruolo. A chi mi dice che ho un brutto carattere, perché troppo polemico, rispondo come diceva il Presidente Pertini che " soltanto chi ha carattere, ha un brutto carattere ". Ho fatto tante cose in vita mia e spero che questa non sia l'ultima.=

2 COMMENTI

  1. Ma è vero o è uno scherzo.
    Sul serio si confonde il turismo con la sagra paesana.
    Che poi i commercianti mica sono solo i ristoratori, è proprio l’eccesso di festine che ammazza i negozi tradizionali – a parte l’e-commerce chiaramente-.
    Anche i parcheggi tutti a pagamento non aiutano.
    Io il pranzo me lo gusto dove si mangia bene, se intorno c’è animazione mi rompe anche le scatole…
    Meglio la ruota o i pici al sugo de nana?
    No dai comunque non ci credo

  2. Finalmente la lobby dei commercianti inizia ad avere meno potere. Per fortuna non tutto il mondo gira intorno a questi bottegai che si sono arricchiti ai tempi ed ora piangono….cavoli loro, un po per uno in braccio alla mamma della crisi.

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