E’ il momento dei sequestri e dei dissequestri

La famiglia Moretti (vini, moda…) che ha legami con quella dei Lebole ed è in odore di potente (ex?!) massoneria aretina; ma anche i presunti Furbetti dal Fido Facile, un tempo a capo di Banca Etruria, sono una nuova miniera di notizie più o meno eccitanti per i media locali.

Processi e sequestri (ma anche dissequestri) la fanno da padroni; e così si scopre che i curiosi dei sequestri immobiliari si concentrano in larga parte tra i vecchi benpensanti dei dintorni di Piazza Giotto (le copie de La Nazione esaurite in due ore il giorno della pubblicazione dell’elenco di beni messi sotto sequestro ai Furbetti del Fido Facile).
E si viene a sapere che la sottile (neanche troppo) voglia di vendetta nei confronti degli ex potenti, un tempo invidiati, pervade l’intera città (aumento di copie vendute un po’ ovunque…).

E i giornali ci lucrano, anche se mancano loro i proventi derivanti dai sequestri più importanti, quelli che avrebbero potuto coinvolgere l’ex presidente Fornasari e il direttore Bronchi.
I due, probabilmente più furbi degli altri, hanno optato per il processo breve e subìto condanne, ma hanno anche evitato la gogna mediatica di questi giorni; anche perché, si dice, di beni a loro intestati non vi sarebbe (più?) traccia…

Ma va… non l’avrei mai detto.

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Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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