Più Europa per tuuuutttiii (da leggere con la voce di Cetto Laqualunque)

In un momento storico dove la maggioranza degli Italiani (e la maggioranza in democrazia vince, volenti o nolenti), NON vuole più avere a che fare con una Europa di questo tipo, ecco che dal nulla esce fuori “+Europa” sezione di Arezzo, a suo favore.

Il roboante comunicato apparso un po’ dovunque sui media locali, con toni tra il solenne e il drammatico, esalta le potenzialità di un Italia più coesa con L’Europa, per un fulgido avvenire.

Capofila di questa +Europa aretina è il radicale Paolo Casalini, un po’ noto a tutti, le cui esternazioni su un suo sito di informazione spesso sono rivolte ad un pubblico “ingarellato” solo per la politica e dalla polemica facile.

Peccato che, sia i radicali che i loro simpatizzanti, sono per fortuna una sparutissima minoranza e la costituzione di una nuova entità pro Europa in questo momento, parrebbe un suicidio annunciato.

Inutile sottolineare le brutture di questa Europa (senza il +):  il rifiuto di molti stati membri di accogliere i migranti, scaricandoli sull’ Italia, una politica che favorisce pochi stati membri (Francia e Germania su tutti) a discapito degli altri, un austerità imposta che ha distrutto gran parte del tessuto economico e sociale, creando disoccupazione, povertà e instabilità.

Un analisi superficiale, perchè se si dovesse scendere nello specifico per argomentare i danni che l’Europa ha prodotto per l’Italia ci vorrebbero diecimila volumi.

A fronte di una vastissima avversione degli Italiani per questa Europa dunque, ecco che quattro gatti si costituiscono con questa cosa, che mi auguro possa avere numeri bassissimi di adesione.

Forse la sede più adatta per +Europa ad Arezzo sarebbe il Bar Europa a Saione, che sicuramente potrà contenere tutto il direttivo e gli iscritti, con un bell’avanzo di spazio libero.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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