Arezzo aspetta 17 milioni o gli armigeri del saracino scenderanno in guerra

Arrivano, non arrivano, forse si, forse no.
In queste ore le notizie si fanno febbrili ed il sindaco Ghinelli fa gli scongiuri perché sa che se non arriveranno i 17 milioni di euro prima promessi e poi bloccati dal decreto “milleproroghe” il bilancio del comune, che ha già cominciato a spenderli, potrebbe collassare, insieme ai voti del rinnovo della giunta.

Ieri la Nazione dava per scontato l’arrivo del finanziamento.
In effetti le dichiarazioni di Conte ai sindaci dell’Anci che promette un decreto per sbloccare i finanziamenti ai comuni virtuosi e quelle di Salvini a Bari farebbero ben sperare.

Ed Arezzo, come conferma all’Ortica l’assessora e senatrice Tiziana Nisini è senza dubbio tra le città in regola con il bando con un punteggio per validità degli interventi tra i più alti insieme ad Alessandria.

Certo, il bando periferie aveva fatto storcere la bocca alla Corte dei Conti perché molti finanziamenti “a pioggia” erano puramente regali elettorali come a Siena a cui, con punteggi irrisori per i progetti presentati, venivano erogati ben 34 milioni di euro.

In questo caos tutti cercano visibilità dicendo: io l’avevo detto.
Lo fa Forza Italia con i due parlamentari D’Ettore e Mugnai particolarmente attivi anche per mettere in difficoltà la Nisini (Lega) il cui assessorato comincia a far gola a diversi.
Ed infatti sono in pochi mediaticamente ad averla sentita (a parte l’Ortica).

Ma a noi, che delle diatribe politiche interessa all’aretina “unasega” ci piacerebbe che a parte le promesse, questa città potesse finalmente decollare, vederla attiva, piena di cantieri, di vitalità, così come quelle città europee che quando le visitiamo ci danno la sensazione di essere proiettate nel futuro.

Ed è bene essere realisti, come ci conferma la senatrice Nisini, siamo ottimisti ma niente al momento è scontato.

I quartieri stiano all’erta, gli armigeri pronti, i trombettieri intonino la carica: se non arrivano i 17 milioni il saracino lo faremo a Montecitorio (con buratti a scelta).

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Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook ( che usa soprattutto per cuccare). Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

1 COMMENTO

  1. C’è qualcosa di peggio che non avere soldi: è sentirne l’odore e non vederli arrivare.
    Così Arezzo rischia un coccolone.
    Precisazione: per un refuso nel bando periferie 34 milioni andavano a Pisa con un punteggio 30 (scarso) per i progetti presentati e non a Siena. Per fare un paragone Arezzo aveva un punteggio 70.

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