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Gli aretini odiano le strisce pedonali?

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Gli aretini odiano le strisce pedonali?

Ci vuole coraggio e sangue freddo a camminare a piedi nelle strade di Arezzo e zone periferiche. Perché se provate, da bravi pedoni, ad attraversare la strada sulle strisce a voi dedicate vivrete le emozioni che si hanno attraversando un campo minato.

Se poi lo fate verso le 18 di sera, quando la gente è uscita dal lavoro e guida con una mano sul cellulare, per dire a casa che sta arrivando (azz. che notizia), con l’altra fuma, con un’altra si scaccola e con un’altra si gratta le palle ( i guidatori aretini sono strani animali con più mani), se attraversate la strada a quell’ora dicevo, vi conviene fare un bel testamento o rivolgervi al vostro santo protettore.
Che poi, in alcune strade vige il limite di 30 km/ora che nessuno rispetta e quando vedono un pedone attraversare accelerano e, bene che vada e se funzionano i freni, si piantano ad un centimetro dal vostro culo che intanto si era così ristretto che non ci sarebbe entrato un ago.

E se provate a dire: Èh, però faccia attenzione!
La risposta è invariabilmente il medio alzato o un prosaico: ma vaffanculo che io ciò il Porsche!
E pensare che basta andare nella vicina Svizzera perché l’automobilista, vedendoti attraversare, si ferma a 10 metri di distanza e non mangiano nemmeno la cioccolata mentre guidano.

Per la verità il vice-sindaco Gamurrini sta cercando di mettere in sicurezza alcune strade facendo fare delle belle strisce ben evidenziate con sottofondo rosso (chissà quanto ci ha patito a scegliere quel colore)
Cazzo, ma non sarà per nascondere meglio il sangue che viene versato sulle strade?

Luciano Petrai
Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook . Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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