🍷 Il calice amaranto
Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dell’Arezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.
Pattarello e Cerri ci sono. Corrono, provano gli schemi e partecipano alla partitella mostrando pure una condizione che, vista da fuori, pare decisamente incoraggiante. Da qui a immaginarli entrambi titolari domenica contro il Palermo, però, ce ne corre quanto dalla Curva Minghelli alla promozione festeggiata a maggio.
La sensazione è che il mister possa partire con gran parte della squadra che ha vinto ad Avellino. Non sarebbe mancanza di coraggio: quando una formazione funziona, cambiarla soltanto perché sono tornati i nomi importanti è un lusso che spesso si paga alla cassa.
Pattarello e Cerri potrebbero quindi diventare due carte pesanti da giocare durante la partita. E avere in panchina gente capace di cambiare ritmo e peso offensivo non è precisamente una disgrazia. Semmai è uno di quei problemi che qualsiasi allenatore vorrebbe trovare sotto l’albero.
Varela e Tavernelli hanno invece lavorato soltanto in palestra. Per Camillo potrebbe trattarsi di semplice prudenza dopo il piccolo problema che lo aveva costretto a fermarsi prima nella seduta di ieri. Nessun funerale sportivo anticipato, dunque: aspettiamo la conferenza stampa del mister, prevista domani alle 12, prima di compilare il bollettino medico al bar.
Intanto continuano a crescere i giovani. Manes si mette in mostra ogni giorno di più, mentre Martinez appare più mobile e intraprendente. Roba che fa piacere, perché i ragazzi servono davvero quando entrano nelle rotazioni, non soltanto quando bisogna riempire la fotografia della rosa.
Al campo non si sono visti Chiosa, De Col e Ravasio. Presente invece Tito, con il dito ormai recuperato. E Trombini? Per ora è ancora dei nostri. Almeno finché il mercato non decide di apparecchiare un’altra sorpresa cinque minuti prima di cena.
A proposito di mercato, torna a circolare il nome di Gori. L’attaccante sarebbe scivolato indietro nelle gerarchie dell’Ascoli dopo l’arrivo di Brunori, vecchia conoscenza proprio del Palermo. Per adesso siamo nel territorio delle voci: interessanti, plausibili, ma sempre voci. Prima di versare il vino per festeggiare aspettiamo almeno di vedere qualcuno con la penna in mano.
Contro il Palermo serviranno gambe, attenzione e soprattutto la capacità di non farsi travolgere dall’entusiasmo. Pattarello e Cerri sono due ottime notizie, anche se dovessero partire dalla panchina. La Serie B è lunga e non si vince schierando tutti subito: qualche volta si vince sapendo chi far entrare quando gli altri cominciano a boccheggiare.
Il calice, dunque, resta mezzo pieno. Ma senza agitarlo troppo: il Palermo è già abbastanza frizzante di suo.


