🍷 Il calice amaranto
Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dell’Arezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.
Il girone B della Serie C continua a lasciare il segno anche al piano di sopra. Negli ultimi anni, infatti, più di una squadra proveniente dal raggruppamento centrale è riuscita a conquistare la promozione e a dimostrare di poter reggere senza troppi inchini il confronto con la Serie B.
Arezzo e Ascoli ne hanno fornito subito una prova concreta. Entrambe neopromosse, entrambe vittoriose in trasferta alla prima giornata.
L’Arezzo ha espugnato il Partenio battendo 2-1 l’Avellino, formazione costruita con giocatori abituati alla categoria. L’Ascoli, invece, ha ribaltato il Verona al Bentegodi grazie alle reti di Silipo e D’Uffizi, due esterni che avevano già fatto faville nella passata stagione.
Insomma, quelli del girone B sono saliti di categoria senza chiedere il permesso e, alla prima occasione, hanno già cominciato a spostare i mobili.
Ma veniamo al nostro Arezzo e, in particolare, a Samuele Righetti.
Arrivato dal Lumezzane nell’agosto del 2024, nelle sue prime apparizioni venne utilizzato sia come centrale sia come esterno difensivo. Mi colpì immediatamente per la capacità di adattarsi ai diversi ruoli, pur non avendo, con i suoi 182 centimetri, la struttura ideale per dominare sulle palle alte nel cuore dell’area.
È però sulla fascia sinistra che Righetti riesce a esprimere meglio le proprie qualità. Sa accompagnare l’azione, sovrapporsi a Tavernelli e arrivare sul fondo per mettere il pallone in mezzo.
Una caratteristica tutt’altro che secondaria quando gli esterni offensivi giocano a “piedi invertiti”: in quei casi il cross mancino, quello al bacio per i colpitori di testa, diventa merce rara. E Righetti quella merce ce l’ha in magazzino.
Lo abbiamo visto proprio ad Avellino. Al 90’, con la partita ancora in equilibrio, è stato lui a mettere dalla sinistra il pallone che Ionita ha trasformato di testa nel gol della vittoria. Un’azione che vale più di tante discussioni tattiche: corsa, sovrapposizione, cross preciso e tre punti caricati sul pullman per Arezzo.
In questi due anni, inoltre, Righetti ha dimostrato una notevole integrità fisica. A parte qualche inevitabile contusione, non ha praticamente conosciuto infortuni: sempre disponibile, sempre pronto, sempre affidabile.
Una continuità che racconta anche la professionalità con cui affronta preparazione e allenamenti settimanali. Per un allenatore avere un giocatore del genere significa poter compilare la formazione sapendo che, almeno da quella parte, non dovrebbe arrivare la grandine.
Un’altra conferma era arrivata durante l’amichevole di Pinzolo contro il Parma. All’inizio Almqvist, esterno svedese dotato di una velocità impressionante, lo aveva messo in difficoltà. Righetti, però, non si era perso d’animo: gli aveva preso progressivamente le misure fino a riuscire a limitarlo e a contrastarlo anche sul piano atletico.
Ho sempre sostenuto che il suo valore non dipenda soltanto dalla qualità dei cross. Conta anche l’intesa costruita con Tavernelli e, adesso, con Ionita.
Sul binario sinistro i tre formano un meccanismo nel quale corsa, inserimenti e sovrapposizioni si completano a vicenda. Un vero “carrello” amaranto che va avanti e indietro senza bisogno di chiamare il capostazione.
Righetti non sarà il giocatore che occupa ogni settimana le copertine. Non fa proclami e non cerca il numero da circo. Ma corre, difende, si propone e mette palloni importanti nel mezzo.
Ad Avellino ne ha messo uno sulla testa di Ionita.
Ed è bastato per ricordarci che, nel calcio, mentre tutti guardano quello che segna, sarebbe bene dare un’occhiata anche a quello che gli apparecchia la tavola.
Immagine: frame tratto da un video della S.S. Arezzo, relativo all’azione del cross di Samuele Righetti per il gol di Ionita.


