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Medioetruria, il treno non arriva ma le polemiche sono sempre in orario

Il Comitato SAVA difende Rigutino e accusa il dibattito social di essere ripartito tra «fake news e pressapochismo». Nel mirino anche il silenzio del mondo imprenditoriale aretino: «Qualcuno sarà occupato con i selfie al mare»

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Medioetruria, il treno non arriva ma le polemiche sono sempre in orario

Il Comitato SAVA difende Rigutino e accusa il dibattito social di essere ripartito tra «fake news e pressapochismo». Nel mirino anche il silenzio del mondo imprenditoriale aretino: «Qualcuno sarà occupato con i selfie al mare»

Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli
📄 FONTE comunicato stampa del Comitato SAVA

La stazione Medioetruria ancora non c’è, ma in compenso il treno delle polemiche continua a viaggiare con una puntualità che RFI potrebbe persino studiare.

Il dibattito sulla futura fermata dell’Alta Velocità nell’Italia centrale si è riacceso attorno alle due ipotesi che da anni si contendono binari, politica e benedizioni territoriali: Creti, nel comune di Cortona, e Rigutino, alle porte di Arezzo.

A intervenire è nuovamente il Comitato Stazione Alta Velocità Arezzo, il SAVA, che sostiene la localizzazione a Rigutino e contesta alcune ricostruzioni tornate a circolare sui social.

«Il dibattito è stato riaperto nuovamente con falsità e pressapochismo. Peccato», afferma il presidente del Comitato, Matteo Galli.

Secondo il SAVA, dopo anni di riunioni, studi, dichiarazioni, tavoli tecnici e cartine geografiche sventolate come santini, sarebbe arrivato il momento di discutere sulla base di numeri verificabili: collegamenti ferroviari, tempi di percorrenza, bacino di utenza e utilità per il sistema produttivo.

Insomma, meno “mi pare vicino” e più cronometro. Perché sulle distanze, purtroppo, il campanilismo non vale come mezzo di trasporto.

Dalla Spagna interviene anche il segretario del Comitato, Domenico Alberti:

«Non è possibile che dopo anni di discussione si continuino a sentire queste fake news, come quella secondo cui Creti sarebbe a meno di mezz’ora da Siena e Perugia. Alcune persone sono irrecuperabili».

Una dichiarazione che non utilizza esattamente il linguaggio felpato delle carrozze silenzio. Del resto, dopo cinque anni di dibattito, anche la pazienza rischia di perdere la coincidenza.

La questione è tornata al centro dell’attenzione anche dopo le recenti dichiarazioni del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, nuovamente favorevole alla soluzione di Rigutino. Una posizione non nuova: la Toscana aveva già espresso contrarietà alla scelta di Creti indicata dal tavolo tecnico con Ministero e RFI, giudicandola poco funzionale soprattutto per l’assenza di un adeguato scambio tra ferrovia tradizionale e linea ad Alta Velocità.

Dall’altra parte, alcune realtà del territorio cortonese e ambienti politici umbri continuano a sostenere Creti, considerata più baricentrica rispetto alla Valdichiana e alle esigenze dell’Umbria.

La geografia, quindi, resta la stessa. Cambiano soltanto i righelli a seconda di chi li tiene in mano.

Il prossimo passaggio importante potrebbe arrivare a novembre, quando sono attese da Roma notizie sulla progettazione della stazione nell’area di Creti. Su questo punto, tuttavia, sarà necessario attendere comunicazioni ufficiali: nel dibattito sulla Medioetruria le indiscrezioni hanno già percorso più chilometri dei Frecciarossa.

Nel frattempo il Comitato SAVA torna a evidenziare quello che considera il grande silenzio di Arezzo, in particolare del suo mondo economico e imprenditoriale.

«In cinque anni di discussione Confindustria Arezzo non si è mai schierata per Arezzo, ovvero per quello che è il secondo polo produttivo della Toscana», osserva Galli.

Poi arriva la puntura finale:

«Si vede che alcuni suoi funzionari sono occupati a farsi selfie al mare».

Una battuta, naturalmente. Ma anche un modo piuttosto chiaro per chiedere a chi rappresenta le imprese aretine di uscire dall’ombrellone istituzionale e dire pubblicamente quale soluzione ritenga migliore.

Perché la scelta della futura stazione non riguarda soltanto il comune destinato a ospitarla. In ballo ci sono l’accessibilità di Arezzo, Siena e Perugia, il collegamento con le linee ferroviarie esistenti, la capacità di attrarre passeggeri e il rapporto con uno dei principali distretti produttivi della Toscana.

La sfida tra Creti e Rigutino, dunque, è tutt’altro che conclusa. Il territorio cortonese difende la prima soluzione, mentre il Comitato SAVA ribadisce che Rigutino garantirebbe collegamenti migliori con Arezzo e con la rete ferroviaria locale.

Tutti dicono di volere una stazione utile all’Italia centrale. Il problema è che ciascuno la vuole utile soprattutto davanti all’uscio di casa propria.

E mentre territori, comitati e partiti continuano a discutere, l’unica certezza è questa: la Medioetruria non ha ancora una banchina, ma possiede già un deposito bagagli pieno di polemiche.

Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale .

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