Uno dei maestri della politica è stato Giulio Andreotti.
Il “presidentissimo”, amato ma più che altro odiato, aveva coniato l’espressione della “politica dei due forni”.
L’espressione fu poi ripresa da Silvio Berlusconi, altro italico “luminare” del No politically correct.
La formula si è talmente radicata che anche la Treccani ha avuto bisogno di trattare la questione nel proprio magazine:
https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/domande_e_risposte/lessico/lessico_085.html.
In provincia di Arezzo c’è stato chi è andato oltre ogni ragionevole aspettativa ed ha piegato il principio della “politica dei due forni” alle proprie esigenze.
Le danze sono state aperte da Francesco Macrì che alla presidenza di Estra ha aggiunto quella di Leonardo.
E’ invece di queste ultime ore la notizia che Angiolino Piomboni ha aggiunto all’assessorato all’urbanistica ed edilizia del Comune di Montevarchi l’omologo assessorato al Comune di Arezzo.
In definitiva pare che non ci siano altre persone che sappiano fare il mestiere di Presidente e quello di Assessore come i soggetti sopra menzionati.
Però, da ultimo, viene il sospetto che la “politica dei due forni” sia stata adeguatamente reinterpretata come la “politica dei due CULI”, perché tanti sono i CULI necessari ai buoni Macrì e Piomboni per rimanere a sedere in tutte quelle seggiole.


