L’ultimo ostacolo burocratico è stato superato. La S.S. Arezzo ha infatti perfezionato la società di scopo prevista dalla convenzione con il Comune e adesso il progetto del nuovo “Città di Arezzo” può finalmente entrare nella sua fase operativa.
Tradotto dal burocratese al linguaggio dei tifosi: un altro pezzo fondamentale è andato al suo posto e adesso non ci sono più alibi.
Per arrivare fino a qui, le garanzie fideiussorie necessarie ai vari passaggi autorizzativi erano state sostenute direttamente dal presidente, che ha continuato a credere nel progetto anche quando qualcuno era convinto che il nuovo stadio sarebbe rimasto soltanto un disegno o una promessa buona per i convegni.
La società di scopo, oltre a separare la gestione dell’impianto dall’attività sportiva, permetterà l’ingresso di banche, fondi e investitori istituzionali chiamati a sostenere un’operazione che non riguarda soltanto il calcio, ma il futuro della città.
Adesso, però, viene la parte che tutti aspettano davvero.
Quella delle ruspe.
La demolizione della Maratona si avvicina e, mentre il terreno si sta rifacendo il look con nuove sementi e interventi specifici, cresce l’attesa per vedere partire concretamente i lavori del nuovo impianto.
Per i tifosi amaranto è una notizia che vale quasi quanto un acquisto di categoria superiore. Perché uno stadio moderno, finalmente di casa, rappresenta un sogno inseguito da generazioni.
E intanto, mentre la macchina organizzativa continua a lavorare, iniziano a circolare le prime indiscrezioni sul mercato. Si parla soprattutto di giovani di prospettiva provenienti dai vivai di Sassuolo, Inter, Atalanta e Lazio, profili che potrebbero garantire qualità e minutaggio.
Ma oggi il pensiero è uno solo.
Dopo anni di chiacchiere, carte, rinvii e scetticismi, il nuovo stadio dell’Arezzo è un po’ meno sogno e un po’ più realtà.
E per una volta, più che le parole, contano i fatti.


