In periodo di elezioni amministrative anche la nostra Arezzo si ammanta di nuove asfaltature dopo che per anni le buche hanno avuto vita facile. Un politico in corsa per il Comune 2026 punta a glorificare i progressi ottenuti nella battaglia per facilitare la vita ai disabili: solo pochi giorni fa a Arezzo è divenuta “comunità amica delle disabilità”. In riferimento al neurosviluppo, ma ne esistono altri tipi: motorie, sensoriali che non mi appaiono aiutate. il video fotografico spiega.
Riguardo ai problemi che incontrano i disabili in carrozzina la mia esperienza dice che siamo fermi a dieci anni fa, anzi vi sono nuovi problemi.
Per una persona in carrozzina l’accesso al punto prelievi al Baldaccio è divenuto negli ultimi mesi semplicemente impossibile. I problemi insorgono da quando il cantiere della vicina casa della salute si è esteso verso il punto prelievi: le rampe di discesa / salita ai marciapiedi sono sparite, il disabile in carrozzina che arriva da via Montefalco o da via Petrarca superata la casa della salute trova il marciapiede chiuso da una rete di cantiere che ingloba la scenderia (risolta secondo loro posizionando dei pezzi di legno a mo’ di gradini). Tralascio il criterio con cui una vera rampa deve essere fatta, barullato giù dal marciapiede il disabile in carrozzina trova dinanzi a sé uno scalino da 15 cm senza alcun tipo di rampa. A quel punto è costretto a utilizzare la strada per giungere al punto prelievi, usando poi un accesso carraio sempre che non ti abbiano investito prima e che non vi sia qualche automezzo parcheggiato dinanzi alla rampa: se così è, rimani in mezzo alla strada!
Buttare i pedoni nella strada non è una novità, vedi video.
Consiglio di non giungere dal parco Baldaccio- Montefalco, perché si è costretti a attraversare zone di fanghiglia con ciuffi d’erba: ideali per cadere dalla carrozzina.
Una tradizione gloriosa che si associa al silenzio dell’amministrazione, includendo qui anche quelli di prima: una vergogna condivisa.
Salvo il Gamurrini che da vice sindaco si impegnò con sensibilità ed ottenne migliorie, adesso solo un ricordo.
L’accesso al chiostro del palazzo comunale e ad una parte rilevante degli uffici è vincolato al superamento di una “pedana” visibile a tutti: manca di un parapetto e ha una inclinazione paragonabile ad un 6° da scalatori; un’opera che è lì da decenni e che nessuna amministrazione ha ritenuto modificare. Non ho potuto assistere a presentazioni e premiazioni della Giostra, complicato e rischioso.
Come non ricordare le scenditoie da marciapiede ottenute con una badilata di bitume oppure frantumate dal passaggio di veicoli pesanti con pericolosissime buche, vedere foto.
E pure i marciapiedi “parlanti” fatti apposta per guidare le persone ipo vedenti dove mancano mattonelle con il rischio di farle cadere, seguono foto.
Le difficoltà durante il restauro del bastione alla rotonda fra via Petrarca e Pier della Francesca: sbarrare la pista ciclabile (che finiva dentro una rete da cantiere) costringeva a fare un percorso con attraversamenti e buche oppure a fare giri lunghi dalla stazione, un’area dove occorre nascere imparati altrimenti ti trovi bloccato da insormontabili scalini.
Occorre naturalmente ricordare la “maleducazione” dei concittadini che parcheggiano automezzi in maniera da rendere impossibile il passaggio ai pedoni ancor più se questi pedoni sono in carrozzina. Ma almeno questi cialtroni non si lodano (ed imbrodano) da soli.
Alessandro Ruzzi

