Dopo la recente nomina a commendatore della Repubblica, Jovanotti ha fatto visita al Palazzo del Quirinale per ringraziare personalmente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. A raccontarlo è stato lo stesso artista attraverso un video condiviso sui social, accompagnato dalle note di Ragazzo Fortunato, che mostra alcuni momenti della visita tra sale e corridoi del palazzo, insieme alla moglie Francesca e alla figlia Teresa.
«Sono andato a ringraziare il Presidente per l’onorificenza ricevuta nei giorni scorsi», ha spiegato Jovanotti. L’incontro è stato breve ma significativo: una stretta di mano e una domanda rivolta a Mattarella sui doveri che comporta la nomina. «Mi ha risposto di continuare a fare quello che ho sempre fatto», ha raccontato il cantautore.
Alla visita istituzionale si è affiancata una riflessione più intima, affidata sempre ai social, sul senso profondo di questo riconoscimento. Il pensiero è andato innanzitutto ai genitori, che quando era un ragazzino guardavano con più timore che entusiasmo alla sua passione per un mestiere che allora non sembrava nemmeno un vero lavoro. «Era il contrario di un “lavoro” – ricorda – qualcosa che mi stavo inventando io, perché quel lavoro non aveva nemmeno un nome».
Un ricordo, in particolare, lo ha emozionato: il giorno in cui aprì la partita IVA e, alla voce professione, scrisse per la prima volta “artista”. «Mi commossi davvero. Mi sentivo all’inizio di una grande avventura tutta da inventare». Un’avventura spinta da un richiamo profondo verso l’espressione musicale, visiva e ritmica, dal desiderio di organizzare suoni e immagini e, soprattutto, di sprigionare energia. Un’energia che Jovanotti sente viva ancora oggi, «una sorgente che non smette mai», anche quando sembra perdersi di vista.
La nomina a commendatore, ammette, può far sorridere molti e persino storcere qualche naso, incluso il suo. «Mi sarei aspettato tutto nella vita, ma non questo. Eppure, per me lavoro, etica, senso del dovere, impegno, ricerca, rispetto, innovazione, amore e passione sono una cosa sola». Attraverso il suo percorso artistico racconta di aver incrociato, per tutta la vita, persone, famiglie, idee e momenti diversi, sentendosi talvolta «al centro di una rotatoria con il traffico che gira intorno». Un posto che riconosce come suo e nel quale sceglie di stare.
Infine, il ringraziamento al pubblico, vero destinatario del riconoscimento: «Grazie a tutti quelli che hanno gioito per questa nomina come se riguardasse anche loro. È così, lo confermo: riguarda anche voi, commendatori del ritmo e dell’energia, amici di tante avventure condivise».

