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Favole dell’abbandono: Fotocopiare il cielo

Quando anche una macchina sogna di andare oltre parole e numeri

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Troppe parole. E troppi numeri. Troppe parole stancano. Troppi numeri annoiano. E lei, fotocopiatrice d’ufficio, di parole, di numeri, di righe e somme e di punti e accapo ne aveva visti milioni, forse miliardi.
Ed ora era stanca e perfino annoiata.
– Ma non c’è altro da fotocopiare a questo mondo?
Come invidiava l’umanità del suo ufficio! L’unica che riusciva a sentire e a volte a vedere, al di là del vetro, al di là di lettere e numeri.
Entravano e uscivano. Piangevano e ridevano. Scrivevano e leggevano. E (purtroppo) stampavano nessuno sa quanti numeri e parole. Nessuno tranne lei.
Un pomeriggio li sentì parlare del cielo. Erano lì, sopra di lei, a fotocopiare chissà perché nessuno sa quante pagine e parole. Pagine e parole. E il cielo che, dissero, quel giorno era di un blu intenso “da far spavento”. Dissero proprio così: “Da far spavento”.
Il cielo. La fotocopiatrice sapeva cos’era: una lastra piatta di quadrettoni bianchi coi punti neri e i faretti gialli proprio sopra di lei. Era talmente inespressivo che a fotocopiarlo non ci aveva mai pensato. Pur non essendoci alcuno ostacolo. Dove l’avevano visto quel blu intenso da far spavento?
“Sarà fuori” pensò la fotocopiatrice. Fuori, da dove veniva e dove andava ogni giorno l’umanità che conosceva.
Gli prese la smania di vederlo, quel cielo blu. Di fotocopiarlo. Al di là dei numeri. Al di là delle parole.
Ci mise un po’. Ci mise tanto. Ci mise tutta la notte, con le sue minuscole ruote, ad uscire da quell’ufficio e finire in strada.
Poi, la meraviglia!
Era quasi l’alba quando la fotocopiatrice iniziò a fotocopiare. Fotocopiò il cielo, il nero, il blu, il rosso, l’arancione, il giallo e perfino l’azzurro. Fotocopiò ogni singolo istante. Finì i fogli ma continuò a fotocopiare. Voleva tenerselo dentro, quel cielo blu da far spavento.
Come la trovarono? Aveva perso il conto del tempo perché, nonostante tutti i numeri che conosceva, quella bellezza non riuscì a contarla.

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Gianni Micheli
Gianni Michelihttp://www.giannimicheli.it
Gianni Micheli Giornalista, scrittore, regista, attore, musicista e collezionista di storie. Sulla carta, sul web, in teatro e a scuola, ha una particolare predilezione per la scrittura creativa, la drammaturgia dedicata all’infanzia, la multiculturalità e per il teatro civile. Dal 2012 è uno degli autori della Staffetta di Scrittura Creativa organizzata da BiMed (Biennale della Scienze e delle Arti del Mediterraneo). Nel 2020 è uscito Testone il piccione, Vertigo Edizioni. Nel 2021 con Lezioni d’amore e di chitarra, Edizioni Helicon. Ha collaborato, tra gli altri, con Stefano Massini, Ottavia Piccolo, Amanda Sandrelli, Dario Brunori, Margherita Vicario, Moni Ovadia, Marisa Fabbri. È apparso sulla Rai e La7. Parte dello staff di Officine della Cultura è responsabile dell’ufficio stampa di alcuni importanti festival nazionali. È tra i fondatori dell’Orchestra Multietnica di Arezzo. www.giannimicheli.it - www.giannimicheli.eu
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