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venerdì, Gennaio 23, 2026
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Arezzo, la Giunta fa finta di ascoltare… poi tira diritto come un cinghiale

Da Saione a Via Tiziano: promesse, comitati ignorati e colate di cemento. Traduzione in ortichese d’un comunicato dell’opposizione, perché il politichese un lo capisce più nessuno

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Altro che partecipazione, altro che ascolto dei cittadini: ad Arezzo va di moda il “te l’ho detto, ma ora me faccio i fatti mia”. La Giunta Ghinelli, con l’eleganza di un caterpillar in retromarcia, riesce nell’impresa di ignorare comitati, firme, petizioni e pure il buon senso.

Due i casi da manuale del “democraticamente me ne frego”: Piazza Saione e Via Tiziano. Due quartieri diversi, stesso copione:
si decide tutto in Comune, si promette ai cittadini, si fa il contrario e poi si guarda l’orologio sperando che la gente s’è stufata.

SAIONE: PROMESSE COME I SALDI DI GENNAIO

A Saione sembrava fatta: “Tranquilli, il verde si salva, il traffico si sistema, vi si vuole bene”.
Risultato? Lavori fermi, progetto che rispunta come un fungo velenoso e traffico che torna a ruggire.
Altro che riqualificazione: una beffa grande come Piazza Grande.

I residenti s’erano pure organizzati bene: comitati, assemblee, migliaia di firme. Roba che in teoria dovrebbe contare qualcosa. In teoria, appunto.

VIA TIZIANO: DAL VERDE AL GRIGIO CEMENTO IN UN ATTIMO

Se Saione è la presa per i fondelli, Via Tiziano è direttamente la colata di cemento col sorriso.
Un’area che doveva restare verde? Macché.
Due torri da nove piani, traffico a secchiate e consumo di suolo come se il pianeta fosse usa e getta.

Il tutto contro residenti, ambiente e pure contro gli strumenti urbanistici che la Giunta aveva scritto lei stessa. Coerenza portami via.

GIOVEDÌ TUTTI IN PIAZZA (E NON È UNA PASSEGGIATA)

Giovedì 18 dicembre, mentre in Consiglio Comunale si discute la variante urbanistica, i cittadini di Saione e Giotto scendono in Piazza del Comune.
Non per fare festa, ma per ricordare che Arezzo non è un Lego da montare a piacimento.

Perché qui il problema non è solo una piazza o due palazzoni: è un modo di governare che ascolta, annuisce… e poi fa come gli pare.

NOTA PER I LETTORI (IN ORTICHESE STRETTO)

Questo articolo l’è la traduzione in ortichese sciolto d’un comunicato serio-serio,
arrivato dall’opposizione:
“Arezzo 2020 per cambiare a sinistra” – Alleanza Verdi Sinistra di Arezzo.

Noi s’è solo tolto il politichese, messo due parole come le dice la gente e lasciato il senso:
i cittadini parlano, la Giunta fa finta di nulla.

E ricordate:
il cemento dura cent’anni, ma la memoria della gente anche di più.

1 COMMENT

  1. Che sconforto… due palazzoni di 9 piani in Via Tiziano…mi viene in mente il sacco di Roma coi terreni del Vaticano venduti a peso d’oro ai palazzinari per fare orrende periferie…o il grandissimo film ” Le mani sulla città” di Francesco Rosi. Non posso fare a meno di sentire puzza di bruciato…di pensare che i proprietari dell’area non siano gli unici beneficiari di questo enorme regalo di Natale fatto a spese dei cittadini. E riguardo all’assessora Lucherini: è proprio figlia di suo padre, sotto il quale l’edilizia diventò una vendita al miglior offerente, del resto Ghinelli e altri di giunta c’erano anche allora. Chissà se a fare visure societarie e analisi delle carte verrebbe fuori qualche lume…ma chi le fa ste cose…i giornalisti aretini?
    Mancassero poi i posti per l’edilizia di lusso…Via Petrarca ex Enel…l’ex Camera di Commercio…l’Hotel Europ a chiuso da decenni….
    Congratulazioni anche all’opposizione… se avessi saputo che la gente si ritrovava in piazza del Comune ci sarei andato anch’io che non faccio ste cose da decenni…quelli di AVS hanno pubblicizzato bene. E il PD? leggo in altro sito aretino di quello che fa la riunione alla frazione di Rigutino, con foto di un asfalto dissestato…2 palazzi di nove piani invece…proprio un PD “campo largo” e milanese. Il Menchetti? Non c’è bischerata di cui non si occupi…questa si vede che era troppo grossa per lui. Donati? Bah…lui sarà a favore magari. Che città di m…

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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