Mentre ad Arezzo si combatte col traffico, le buche, i cantieri eterni e i cittadini che borbottano, il sindaco Alessandro Ghinelli ha rifatto la valigia.
Perché si sa: più la città è picina, più el viaggio dev’esse lungo.
Un’altra volta.
Valigia pronta, passaporto in tasca e Arezzo lasciata in modalità “torno subito”.
Il sindaco Alessandro Ghinelli è arpartito, destinazione Riyadh, mica Chiani, Saione o Pescaiola. Quando c’è da parlare di città inclusive, il primo cittadino un si tira mai indietro… soprattutto se c’è un aereo di mezzo.
Invitato come relatore a un Forum ONU dal titolo talmente lungo che solo a leggerlo ti serve el visto: dialogo interculturale, città inclusive, dignità umana, senso d’appartenenza… mancava solo “e du’ pici al sugo de nana”.
Stavolta l’ha chiamato l’ONU, che giustamente ha detto: “Sentiamo Arezzo, che lì son messi benissimo”.
Invitato come relatore, il sindaco ha spiegato al mondo come Arezzo governa le migrazioni, come costruisce comunità coese e come tutto funziona a meraviglia.
Una roba che, detta così a Riyadh, pare Una roba che detta laggiù pare Copenaghen con la Chimera.
Nel suo intervento Ghinelli ha invitato a superare le “narrazioni della paura”.
Giusto: meglio raccontare Arezzo come la Silicon Valley dell’inclusione, dove tutti s’abbracciano, lavorano felici nell’oro e la disinformazione si combatte a colpi d’intelligenza artificiale.
l’integrazione funziona così bene che perfino l’oro luccica di più, grazie ai lavoratori stranieri che tengono in piedi il settore orafo mentre noi si discute su Facebook.
Poi ha parlato di sicurezza urbana, spazi pubblici, servizi, giovani, cultura e dialogo.
Tutte cose bellissime, soprattutto a 4.000 chilometri di distanza, dove un c’è rischio d’inciampà in una buca o in un cantiere fermo dal Giubileo.
Ha presentato anche AR.I.A., l’assistente virtuale del Comune: una specie di sindaco digitale che risponde ai cittadini, persino stranieri, senza mai stancarsi, senza mai sbuffare e soprattutto senza dover prendere l’aereo.
Insomma, il sindaco del futuro… mentre quello vero gira ‘l mondo.
Intanto, mentre a Riyadh si parla di città del futuro, qui si aspetta ancora il presente: sicurezza urbana, servizi, spazi pubblici e magari anche un assessore che non sia in videocollegamento da un aeroporto.
“Le città sono protagoniste delle grandi sfide globali”, ha detto Ghinelli.
E Arezzo, umile e silenziosa, fa la sua parte: aspetta.








