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Le torri del miracolo: trasformano 6.300 mq di verde in un affare… ma l’aria resta a carico dei residenti

Arezzo, quartiere Giotto: quando il verde sparisce e spuntano le “Torri del Miracolo Immobiliare”

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La Giunta comunale vuol far sparire 6.300 mq di verde per piazzarci due torri da 9 piani, mentre ignora migliaia di firme dei residenti. Tra parcheggi farlocchi, traffico alle stelle e un quartiere che diventa una sauna di cemento, si continua a vendere lo scempio come “interesse pubblico”. Ma qui l’unico interesse sembra quello di chi ci costruisce sopra.

Il comunicato del Comitato residenti zona Giotto tradotto in puro stile urticante:

Via Tiziano, quartiere Giotto. Finora c’era un bel polmoncino verde dove la gente respirava, passeggiava, campava serena. Eh, troppo bello per durare!
La Giunta Comunale ha pensato bene di fare una Variante Urbanistica che, detta in soldoni, trasforma 6.300 metri quadri di verde (pubblico e privato) in terra da costruzione, ché evidentemente l’ossigeno dà fastidio.

E giù il progettone: due Torri di 9 piani, perché le case basse non fanno più moda e soprattutto non rendono come un bel grattacielino piazzato nel mezzo di un quartiere già ingolfato di traffico, parcheggi e bestemmie assortite.

Le firme? Macchè, carta straccia!
 Il Comitato Residenti Zona Giotto, poveri illusi, raccoglie 3.000 firme contro lo scempio. Le consegna. L’Amministrazione sorride, fa “sì sì, vi ascoltiamo”.
Poi: zac! letterina di 10 righe — nemmeno una pagina intera, per non sprecare carta (il verde lo tagliamo, ma la carta si risparmia…).
Risultato? “Si va avanti lo stesso”.
E infatti tac: convocato il Consiglio Comunale per il 18 dicembre. O roba buona, o tutto apparecchiato.

Area verde lasciata a marcire…  così era più facile abbattere tutto
Il terreno privato? Lasciato all’abbandono per decenni, ché la manutenzione costa e a nessuno vien voglia di far pressioni.
Poi, nel 2023, giù 27 aceri campestri presenti dagli anni ’60 — perché dovevano fare gli “orti urbani”.
Orti urbani? Sì, come no.
L’anno dopo spunta invece l’idea delle Torri e di un bel parcheggio. Dal verde si passa al grigio cemento: miracoli della modernità!

Le torri: 32 appartamenri signorili (altro che 16 ma chi sa contare?) 
Il progetto racconta la storia del secolo: “intervento privato di interesse pubblico”.
Pubblico, sì: il pubblico piglia il traffico, l’ombra, il rumore.
I privati pigliano gli appartamenti “signorili”: 32, mica 16 come si tenta di far sembrare.
Così la zona passa da quartiere normale a quartiere Manhattan-de-noantri. Bello no?

Parcheggi: il trucco delle tr carte
“100 posti auto pubblici!” proclamano.
Peccato che facendo i conti venga fuori la solita magia:

  • 32 famiglie → almeno 64 auto
  • 12 parcheggi servono a sostituire quelli che già c’erano
  • dei 100 dichiarati, quelli veri sono 94
  • tolti i 64 dei residenti = 30 posti per tutti gli altri

Praticamente nulla. Una presa per le chiappe con vista sulle Torri.

La zona Giotto è già saturissima: traffico, rumore, aria mezza cotta, rifiuti, caldo manco fossimo a Dubai.
E che si fa?
Ci si ficcano dentro due palazzoni da 9 piani.
Per migliorare la qualità della vita, certo. Come no.
È come aggiungere un elefante in una Smart.

 L’ambiente, il paesaggio, la salute: la Costituzione dice che vanno tutelati.
Qua invece si cancella un altro pezzo di verde come se fosse un errore di matita.
Il quartiere Giotto perde un respiro, la città piglia un altro colpo, e tutto per un progetto che i residenti non vogliono e che qualcuno continua a chiamare “opportunità”.

Il Comitato Residenti “Zona Giotto” ribadisce:
QUI ‘UN SE MOLLA!

1 COMMENT

  1. Ma un’opposizione, se neanche fiata su un mastodontico golpe affaristico come questo, su cosa fa opposizione politica? Pensa sia sufficiente la giaculatoria di qualche consigliere comunale a illustrazione di un voto contrario? Su cosa pensa di coinvolgere la gente per recuperare consenso? Dovrebbero mettere su un casino dell’80 e non si sente nessuno! Il governo del Confcomune che ha dato l’usufrutto del centro storico alla Concommercio tenendosi solo la nuda proprietà non si tocca perché qualsiasi cosa deve essere valutata per i soldi che porta e tutto il resto non conta niente. E’ riconosciuta da chiunque a livello scientifico la necessità pressante di preservare le città dalle ondate di calore che saranno sempre più problematiche e qui si tolgono le aree verdi per intasare i quartieri di palazzoni, oltre a non perdere occasione per tagliare alberi ovunque. Il PD sembra quello grattacielista di Milano, AVS e 5 stelle non pervenuti, il Donati magari penserà che contrastare un super affare lo farebbe sembrare maleducato. Ma quello che poi fa impazzire è l’impostazione “culturale” autoritaria e mistificatoria, degna di stalinismo, fascismo, grandefratellismo, che impone la visione opposta all’evidenza: si fa per l’interesse pubblico e non per l’interesse privato! La faccia come il culo, l’arroganza di chi considera i cittadini dei minus habens cui si può dar da bere la qualunque. Un’opposizione se esistesse dovrebbe come minimo convocare una protesta davanti al Comune, dovrebbe scatenarsi sui mezzi d’informazione. Ma cosa aspettano, che si lottizzi anche il Prato?
    Questa è una città anche culturalmente morta…centinaia di architetti e ingegneri e nessuno ha niente da dire su quest’operazione urbanistica (a parte i ruffiani che si espongono ad appoggiarla per acquistare benemerenze).

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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