ANAP: “OH, BASTA CO’ ‘STA MANFRINA, CI VORREBBE UN MIRACOLO… O ALMENO UN APPUNTAMENTO!”
Arezzo – In Italia gli over 65 rinunciano alle cure. Ma non perché un gni garbi: è che pe’ prenotare una visita ci vuole la pazienza di un monaco tibetano e la salute di un maratoneta kenyano.
Secondo PASSI d’Argento – che, a giudicare dal nome, pare un concorso di ballo ma invece è dell’Istituto Superiore di Sanità – il 18% degli anziani, davanti alle liste d’attesa ha detto “lasciamo perdere, ci rivediamo nell’altra vita”.
L’Anap, cioè l’associazione dei Pensionati di Confartigianato, guarda la situazione e dice: “Ragazzi, qui s’ha da muoversi, che sennò tra un po’ gli ultra 65enni diventano ultra 80enni prima che arrivi l’appuntamento!”
E infatti il presidente Angiolo Galletti l’ha messa giù chiara:
“Servono interventi immediati: analisi, rafforzamento del servizio pubblico, prestazioni di prossimità… oh, insomma, fate qualcosa!”
Perché poi, a guardare i numeri, c’è da mettersi le mani nei capelli (chi ce l’ha):
- 65% degli anziani rinuncia perché le liste d’attesa son più lunghe della coda alla Sagra del Cinghiale.
- 17% perché gli orari sono più assurdi di quelli del postino (“visite solo dalle 6.42 alle 7.03, grazie!”).
- 14% perché costa più fare un esame che mantenere un nipote all’università.
E poi c’è il divario geografico:
Nord 13%, Centro 18%, Sud e Isole 23%.
In Toscana si sta nel mezzo: non proprio male, ma neanche da stappare lo spumante.
Galletti insiste: COMUNICATO STAMPA CONFARTIGIANATO
“Non è solo un problema del Sud o delle zone svantaggiate. Anche qui da noi la gente rinuncia perché non riesce a entrare in un ambulatorio neanche col piede di porco.”
In pratica, dice lui, la situazione è urgente, serve una risposta seria e non l’ennesima promessa da campagna elettorale tipo “si risolverà tutto entro la fine del mondo”.
Insomma, mentre gli anziani aspettano… e aspettano… e aspettano…
la speranza è che qualcuno finalmente li faccia entrare prima che arrivino al prossimo giubileo.
