Negli uffici e nei reparti della Polizia di Stato della provincia di Arezzo mancano più di cento agenti. Un dato che, da solo, basta a spiegare la gravità di una situazione che da tempo preoccupa gli operatori del settore e che, secondo il sindacato di Polizia COISP, rischia di compromettere la capacità stessa dello Stato di garantire l’ordine e la sicurezza pubblica.
In una lettera inviata al Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza, la Segreteria Nazionale del COISP ha trasmesso il grido d’allarme proveniente dalla Segreteria Provinciale di Arezzo: la carenza di organico è ormai strutturale e tocca tutti i reparti. Dalla Questura ai Commissariati di Montevarchi e Sansepolcro, passando per la Polizia Stradale, la Ferroviaria di Arezzo e Terontola e la Sezione per la Sicurezza Cibernetica, nessun presidio viene risparmiato.
Le cifre parlano chiaro: oltre cento unità mancanti rispetto alle dotazioni previste dall’“Atto ordinativo unico” del 2022. In particolare, la situazione più critica riguarda i ruoli dei sovrintendenti, degli ispettori e dei funzionari. E a peggiorare il quadro, ci sono le recenti movimentazioni di personale che – denuncia il sindacato – hanno ulteriormente ridotto le già esigue forze in campo.
Ma il futuro non promette di essere migliore. Nei prossimi tre anni, sono previsti 29 pensionamenti tra sovrintendenti e ispettori, un’ulteriore emorragia di uomini e competenze che rischia di lasciare scoperte intere articolazioni operative.
Il COISP sottolinea anche la situazione “drammatica” dei funzionari della Questura, costretti in molti casi a reggere due o tre uffici contemporaneamente, spesso senza una guida stabile. Tra i reparti più colpiti figura l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, che gestisce la Squadra Volanti, cuore pulsante della sicurezza cittadina.
“Le donne e gli uomini della Polizia di Stato ad Arezzo continuano a lavorare con grande senso del dovere e abnegazione – spiega il sindacato – ma la carenza di personale, unita ai continui impieghi in servizi di ordine pubblico e alle aggregazioni in altre sedi, sta mettendo a dura prova la tenuta del sistema”.
Da Roma, la Segreteria Nazionale del COISP chiede un intervento immediato: un rafforzamento consistente degli organici già a partire dalla mobilità prevista per gennaio/febbraio 2026, e una revisione complessiva delle dotazioni provinciali, adeguandole alle reali esigenze del territorio aretino, definito “complesso e delicato” per le sue caratteristiche socio-economiche.
L’appello è chiaro: senza un piano straordinario di assunzioni e assegnazioni, presto la Polizia di Stato potrebbe non essere più in grado di garantire i suoi compiti fondamentali. E con oltre cento divise in meno, la sicurezza di Arezzo rischia di restare sguarnita.









