«Tutto bello, tutto ok… ma che ‘un ci venga fori un’altra Buca delle Nane!»
E occhio: ad Arezzo basta scavare du’ centimetri e trovi gli Etruschi col telefono!
Sì, sì, tutto bello, tutto ok, tutto futuristico, zig zag, piscine al quinto piano e giardini pensili che manco a Babilonia…
MA CALMA E GESSO!
Perché, conoscendo i tempi della Soprintendenza — e pure di chi gli sta intorno — qui si rischia di rifare la fine di Piazza del Popolo, rimasta ferma come un bradipo ibernato dopo la liquidazione coatta e ripartita solo quando passò de mano.
Insomma, un’altra Buca delle Nane.
E stavolta magari ci si trova sotto anche i nani veri…
Perché sotto via Petrarca ci stanno riaffiorando cose che manco Indiana Jones!
Sotto il cantiere — quello da 20 milioni, mica bruscolini — ci scorre il Castro, un fiume-torrente tombato.
E nel bel mezzo del lavoro per tirar su attici, piscina e giardino zen, ecco che spuntano FUORI…
i pali!
Pali antichi, dicono, conficcati nella terra da gente che forse ci costruiva, o forse ci si teneva su le mutande.
Che roba è? Mistero!
Gli archeologi aretini — col caschetto, la piccozza e la pazienza di santi tibetani — stanno lì a studiare.
Il responso arriverà col radiocarbonio, che ora dice: «può esse’ I secolo avanti Cristo… o Medioevo… o ieri… boh.»
Insomma: si va dal Giulio Cesare all’ultimo apericena.
INTANTO SOPRA… SUGLI ATTICHI CE METTON LA PISCINA!
Quelli di “Chiare Fresche Dolci Acque” (bel nome, del resto l’acqua ce l’hanno sotto!) han deciso di tirar su 28 appartamenti de pregio, atticazzi con vista sullo skyline cittadino, domotica, antisismica, comfort, impatto zero, energia pulita, verde sparso, facciata a zig zag per fa’ scena.
Roba che ti viene voglia di comprarci casa anche se vivi con la pensione minima.
Quattro attici al quinto piano con piscina a sfioro…
La gente che stava nell’ex Enel manco in sogno l’aveva vista, l’acqua a sfioro!
Al piano di sotto, negozi nuovi che staranno vuoti come tutti gli altri che ci sono già.
SCAVI, SORPRESE & SANTISSIMA PAZIENZA
Gli archeologi hanno trovato pure cisterne in pietra, forse moderne, forse medioevali, magari di quei disperati che dormivano lì prima.
Sono in tanti, scavano con secchi, carriole e università fatte, roba seria.
La Soprintendenza vigila:
«Fate veloce, ragazzi, ma senza rovina’ niente!»
Che sarebbe come dire:
«Corri piano!»
Per ora tutto è fermo — il cantiere, si capisce — perché ‘sti reperti bisogna capì che so’, da dove vengono e cosa rappresentano.
Magari erano il molo di Castro…
Magari un condominio dell’epoca…
Magari semplicemente pali da pianta de pomodori…
La storia è sempre sorprendente.
MA ‘N CE FATE UN’ ALTRA BUCA DELLE NANE!
La paura è quella:
che tra autorizzazioni, archeologia, sovrintendenze, ricorsi, risorse, ribassi, rialzi, ritardi, ripassi…
‘Sto palazzo futuristico resti lì, mezzo partorito, a fare compagnia alla classifica “Cantieri Eterni d’Arezzo”.
Tutto ok eh…
però se per il 2028 si vedrà più terra nera che attico col giardino pensile…
si sa già come va a finire: la città mormora, bestemmia, e poi ci si ride sopra per altri dieci anni.
Insomma:
oggi ci sono gli archeologi, domani ci sarà il cemento, dopodomani chissà…
Magari sotto via Petrarca sbuca un’altra città, magari gli Etruschi con l’ascensore, magari un bar con apericena 2×1…
Per ora, c’è solo da sperare che ‘un si fermi tutto per anni…
Sennò da “Chiare Fresche Dolci Acque” si passa a “Storte Torbide Secche Fogne”…


