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Dal pallone di segatura al calcio moderno: perché gli schemi numerici non bastano

Dalla tattica statica ai movimenti continui: come l’evoluzione del gioco ha trasformato l’Arezzo e superato i moduli numerici

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La fisica quantistica: dalla preistoria al calcio di oggi

Oggi l’Arezzo gioca a Perugia per riprendersi il posto da “capolista” o essere relegata al secondo posto. Intanto, dopo un sabato di malessere da parte di Lucy, che aveva preso un po’ di dissenteria, il che è di buon auspicio per la partita… Ah! Lucy è la pappagallina albina, trovata, adottata e amata. Ma veniamo al ragionamento…

Tutti gli addetti parlano di 4-4-2, 3-5-2, 4-3-3, 4-3-2-1, il cosiddetto alberino, ma è una raffigurazione statica ed è errato, in quanto viene a mancare il dinamismo e i movimenti che i giocatori effettuano durante le partite.

Risalendo al secolo scorso, con i palloni pesanti e con i terreni “segaturati”, cioè terreni in cui veniva messo uno strato di segatura al fine di sopperire al fango acquoso dopo giornate di pioggia e al tempo stesso livellare il campo, per cui predominavano la tecnica, le finte e il dribbling, siamo arrivati a velocizzare il gioco e a migliorare i terreni fino ad avere dei propri biliardi.

Tornando a questo secolo e alla questione, negli anni 2000, con la nostra squadra di Somma e Mancini avevamo un player a metà campo, Gelsi, due attaccanti che si muovevano uno dietro l’altro, Abbruscato e Serafini, e uno specchietto per le allodole, Testini, che veniva messo quasi fuori dalla linea del fallo laterale al fine di fare sponda e/o richiamare una marcatura della difesa avversaria, lasciando i due nostri attaccanti in zona centrale a non essere raddoppiati… e vincemmo con distacco il campionato, meritandoci la giusta promozione…

Proseguendo, un bel gioco lo avremmo rivisto solo con Dal Canto. Certo, la Serie B ci ha mostrato giocatori e allenatori degni di nota, ma mancavano di almeno una delle due fasi, difensiva e offensiva: Marino che prediligeva quella offensiva, Gustinetti che non dette la giusta carica a una delle più belle compagini dell’Arezzo.

Ma veniamo a Dal Canto, non tralasciando il fenomeno Capuano, che con poco fece tanto, il miglior alchimista-allenatore… Quando lo andammo a trovare in ritiro a Cascia era infortunato, aveva una gamba fasciata essendo caduto nelle scalette che portavano al campo dagli spogliatoi. Fece stare sui calci d’angolo tutta la squadra per un allenamento di due ore, difesa e attaccanti, dirigendo con rimproveri e consigli dall’alto. Io l’avevo conosciuto quando allenava i ragazzi dell’Empoli e andammo a giocare con la Tuscar, contro la sua squadra dove c’era il piccolo Montella (pareggiammo 1 a 1: gol di Massaini e rigore regalato, messo a segno da Montella)…

Dicevo del bel gioco di Dal Canto: Serrotti richiamava sempre su di sé due o tre giocatori, riuscendo con tecnica e con il suo fisico brevilineo a uscire sempre palla al piede nello stretto, liberando almeno due compagni dalla marcatura e lasciando tutto il corridoio libero sulla sinistra alle scorribande dell’ottimo Sala, mentre dall’altra parte c’era il tuttofare Buglio che non disdegnava di tirare delle rasoiate micidiali quando si avvicinava all’area avversaria, dando manforte a Nello e all’ottimo Brunori…

Venendo ai tempi nostri, dopo i “piedi invertiti” del testardo e maestro Indiani, che ci ha ridato la Serie C, siamo arrivati al professionismo sia di giocatori che di staff, per non parlare di una presidenza degna di cittadinanza ad honorem, indipendentemente dallo stadio, per la tenacia, perseveranza e amore verso la nostra città e territorio… Ed il “movimento” qui si ha in tutte le sue forme, sia in fase di impostazione che di contenimento…

Abbiamo un primo player di costruzione che è il portiere: nel calcio moderno il portiere tocca più palloni di piede che il centravanti… Poi uno dei due centrali che smista per il secondo player, Guccione, che può fare le sue aperture sugli esterni offensivi, a “calice”, o aprire lateralmente per i carrelli a tre giocatori che si muovono sulle fasce. A destra, che siano Mawuli, Renzi e ora De Col, con Pattarello si muovono con sincronia a fisarmonica; e a sinistra Righetti, Chierico e Tavernelli fanno lo stesso.

Merito di Bucchi che ha arretrato sia Pattarello che Tavernelli, ravvicinando il gioco con i loro compagni, formando un’impostazione con triangolazioni che già nella passata stagione aveva portato al gol Coccia, a Piancastagnaio: azione degna della massima serie. E che abbiamo visto anche con il Campobasso, e che già nelle prime partite avevamo segnato con Renzi… Ed ora, sulla destra con De Col e le giuste sovrapposizioni a triangolazione, portiamo l’esterno di difesa a sfoggiare cross perfetti e in ribattuta abbiamo realizzato diversi gol…

Tutto questo mi porta a dire che i numeri degli schemi sono indicazioni statistiche, in quanto il calcio è movimento di giocatori e di palla, e nel caso dei numeri avremmo una concezione di birilli da bowling!

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Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.
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