Domenica mattina s’è corsa la Maratonina Città di Arezzo, un evento sportivo che richiama atleti da tutto il mondo per correre… o per testare le sospensioni delle ginocchia.
Le strade del centro, infatti, più che un percorso di gara parevano la superficie lunare dopo il passaggio di un trattore bendato.
Il sindaco uscente, Ghinelli detto “’el Tappabuche a sentimento”, può vantarsi: Arezzo è l’unico posto dove gli atleti corrono con la paura di finire in una trappola vietnamita.
Già, perché alla linea del traguardo c’era una buca così grossa che se ci cascava dentro un atleta, arrivava direttamente alla linea di partenza del 2026.
Gli organizzatori, presi dal panico, han fatto quello che ogni bravo italiano fa davanti a un problema: nastro adesivo!
Sì, avete capito bene: il traguardo dell’evento internazionale più importante della città tappato con lo scotch.
Un gesto eroico, simbolico, quasi artistico: un’installazione chiamata “L’incompetenza coperta da un velo sottile di plastica lucida“.
E mentre i maratoneti sfrecciavano sopra al “cerotto civico”, i cittadini si chiedevano:
“Ma davvero abbiamo pagato la tassa di soggiorno o era un contributo per comprare il nastro?”
Il signor Sinatti, dell’Up Policiano, ha spiegato:
“La buca era bella profonda. Se ci finiva dentro qualcuno si faceva male.”
Traduzione: “Ci siamo accorti del problema solo quando ci siamo cascati quasi dentro noi.”
Intanto i commenti su Facebook fioccano più del bitume in inverno:
- “Arezzo città turistica? Sì, del disastro urbano.”
- “Io ci passo in bici e ogni buca è una roulette russa.”
- “Almeno il nastro adesivo dura più dell’asfalto del Comune.”
- E l’immancabile: “Grazie sindaco!” seguito da 47 faccine che ridono e piangono insieme.
Insomma, Arezzo non sarà capitale europea dello sport, ma sicuramente è campionessa mondiale di rattoppi all’italiana.
Prossima edizione della Maratonina?
Pare si stia già studiando una nuova categoria: “100 metri a ostacoli… di cemento mancante.”
E qualcuno propone il nuovo motto turistico della città:
“Arezzo: vieni a farti un buco… di cultura (e d’asfalto).”
Foto: Arezzo 2020



