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Arezzo a punteggio pieno: entusiasmo e riflessioni dopo la quarta vittoria

Quattro vittorie su quattro, grande prestazione dei veterani e nuove promesse: l’Arezzo guida la classifica con entusiasmo e determinazione

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Arezzo a punteggio pieno: entusiasmo e riflessioni dopo la quarta vittoria

Quattro vittorie su quattro, grande prestazione dei veterani e nuove promesse: l’Arezzo guida la classifica con entusiasmo e determinazione

“Stamattina”, di lunedì, passando per Corso Italia, in Piazza San Jacopo, ho sentito due — forse più anziani di me — parlare del due a zero e della rimonta dell’Arezzo, ora in testa alla classifica. Che si sia accesa una fiamma di entusiasmo è comprensibile: siamo a punteggio pieno dopo 4 partite. Il merito va a una Società, a un direttore sportivo e a tutta la squadra, dai massaggiatori ai goleador, mister compreso.

Da questa premessa e constatazione, il giorno dopo la bella prestazione faccio le mie considerazioni.

Spesso ho menzionato i “vecchi” (per modo di dire): tre elementi, Pattarello, Guccione e Tavernelli, il cui apporto è fondamentale. Il primo è una trazione anteriore, una potenza inarrestabile: quando parte in scatto è fatto di gomma piena nei contrasti, una forza che quest’anno si traduce anche in assist perfetti, senza dimenticare i gol da categoria superiore. Il secondo, Guccione, nella sua nuova posizione sembra un direttore d’orchestra: dà il “la” con lanci sugli esterni e ieri ha dimostrato che, quando avanza, può essere di grande aiuto e di serio pericolo per gli avversari. Tavernelli, infine, è l’esterno perfetto: rapido, con ottimo controllo di palla, tiro di destro micidiale e un sinistro che non ha nulla da invidiare.

Oltre ai tre “vecchi” devo menzionare un “semi-vecchio”: Ravasio. Entra e segna con freddezza e precisione; il mister dice che ha ancora margini di miglioramento, e io ci credo.

Non dimentico Gilli, in crescita rispetto allo scorso anno: sta più a contatto con l’uomo, non soffre avversari più rapidi e non manca mai di dare supporto anche in avanti. Da Tito e Cianci ci aspettiamo soddisfazioni, vista la qualità dei loro piedi: Tito, quando si propone, mostra tecnica sopraffina ed è un vero terzino nell’anticipo stretto; di Cianci sono sicuro che, appena sbloccato, non si fermerà più.

Chierico e Iaccarino hanno tecnica e classe. Il primo mi sembra più dinamico e più sicuro fisicamente; il secondo è un tessitore del gioco corto in fase costruttiva, e si integra bene con i lanci di Guccione. Ma non dimentichiamo il “Riace” Mawuli: macchinoso, ma con i suoi arpioni è quasi impossibile togliergli il pallone. Se imparasse a colpire di testa con la fronte, avrebbe già due reti in più.

Devo ancora vedere meglio Meli e Arena. Su De Col e Renzi, pur diversi come caratteristiche, ho completa fiducia. Gigli mi dà sicurezza dietro come Chiosa e ha dimostrato che sui calci piazzati può essere pericolosissimo. Di Perrotta dico che è un jolly che tutte le squadre vorrebbero avere.

Mister, continua così: voglio arrivare a 18 punti in 6 partite!

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Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

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