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Il tempo delle schegge

Il gossip di Cesare Fracassi
Infanzia, giochi e ingegno tra le strade polverose della campagna aretina del dopoguerra

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Il tempo delle schegge

Il gossip di Cesare Fracassi
Infanzia, giochi e ingegno tra le strade polverose della campagna aretina del dopoguerra

Le strade di campagna erano per lo più sterrate, e qua e là si trovavano degli slarghi con mucchi di sassi, utilizzati per riempire le buche. Lo stradino passava di tanto in tanto a sistemarle, armato di pala e rastrello, infilati con i manici sotto la sella della bicicletta e sporgenti oltre il manubrio, come un ariete. Quei sassi, però, non servivano solo a rattoppare le strade: per noi erano i proiettili delle nostre fionde.

Ma non erano solo le “armi” a tenerci occupati. C’era anche la caccia al ferro. Nei campi, lungo le strade e perfino nel bosco si trovavano tanti resti metallici, e noi avevamo messo in piedi una sorta di cooperativa: raccoglievamo tutto e lo stipavamo in due grandi balle di juta. Alla fine del mese arrivava il nostro “Cipolla” con la sua bici dotata di cambio Simplex e un carretto artigianale con ruote da bicicletta, agganciato al sellino da corsa.

In quegli anni, ad Arezzo, molte finestre avevano ancora scuri rinforzati con pannelli di lamiera, a protezione dalle schegge delle bombe sganciate dagli alleati, che imperversarono sulla città per circa otto mesi tra il 1943 e il 1944.

Il Cipolla si distingueva sempre per la sua eleganza: pantaloni fermati con le mollette, camicia chiara ben stirata. A volte la grande stadera per pesare la farina non bastava, e bisognava ricorrere alla bascula usata per il grano durante le battiture.

Dopo la contrattazione sul prezzo, tolti i canonici 1,2 chili per balla, incassavamo il compenso. E, come per magia, il giorno dopo arrivava il gelataio con il suo Garelli Mosquito, pronto a portarci via fino all’ultimo soldo. Tanto che io ero convinto che lui e il Cipolla fossero soci in affari.

Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

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