A Rigutino, come dappertutto, i giovani un posto per ritrovarsi ‘n ce l’hanno. E si capisce: se ‘n c’è un circolo, se non c’è ‘na panchina decente, se ‘n c’è un posto coperto dove chiacchierare, i ragazzi finiscono per fermasse davanti alla scuola. Fin qui, nulla di male.
Il guaio è che, tra cicche, bottigliette e cartacce, il resede scolastico pare ‘na discarica. E qui, ragazzi, tocca dillo chiaro: siete voi che lo lasciate così! Che non basta dire “’n ce s’ha ‘n altro posto” per giustificre ‘sto schifo. Perché la scuola dev’essere esempio: rispetto e educazione, non plastica e mozziconi.
Ora, qualcuno dirà: “Va bene, ma rispetto a quello che succede nelle strade e nei parchi della città, o peggio ancora nei boschi delle colline, questa è roba da ridere!” E infatti, a confronto, è poca cosa… ma resta sempre ‘na brutta cartolina.
Eppure basterebbe davvero poco:
- un po’ più de vigilanza,
- una girata ogni tanto dell’amministrazione,
- due telecamere e un’illuminazione che non sembri da cimitero,
- e, soprattutto, un minimo de buonsenso da parte di chi ci butta zozzerie.
Perché se aspettiamo che la scuola venga sommersa dalla plastica, allora sì che potremo cambiargli il nome: da “plesso scolastico” a “plesso ecologico”!
