Rielaborazione a partire da un articolo de La Nazione.
Ferragosto di crudeltà: testimoni salvano la micina superstite, ASL si rifiuta di intervenire perché “non incidentata”
Tra Marciano della Chiana e Cesa, Ferragosto. Invece di farsi una grigliata o un bagno, certi cerebrolesi decidono di fare il lancio del gatto dal finestrino. Due micini di due mesi: uno maschio, morto subito; una femmina, viva per miracolo ma con una zampa conciata da buttare.
Due ragazzi che stavano dietro alla macchina li vedono svolazzare sull’asfalto, frenano di botto e salvano la piccola superstite. Chiamano l’ASL per il recupero animali e sapete cosa gli rispondono? “Non è incidentato”. Ma bravi! Quindi se ti sparano dal finestrino a 80 all’ora, finché respiri sei “ok”?
Per fortuna esiste ancora gente come il veterinario Alberto Brandi, che si è preso cura della micina: raggi X, medicazioni e un po’ di cuore.
Ora la gattina è salva.
Il dottor Brandi non le manda a dire: “Un animale lanciato da un’auto è vittima di reato e bisognoso d’aiuto, punto”. Ma della targa dell’auto, niente: i due testimoni non sono riusciti a leggerla.
Ora la piccola vive con i due ragazzi che le hanno salvato la pelle.
E così, mentre i due soccorritori si tengono stretto il loro piccolo tesoro, i responsabili di questa porcata se ne vanno in giro impuniti, col sedere sul sedile e il cervello nel cassonetto.
