Erano passati dieci anni dal famigerato Covid-2 quando alcuni urologi, armati di microscopi e santa pazienza, scoprirono un fenomeno strambo: una “steffining coitale”, ossia due persone che, nel pieno dell’azione, rimanevano appiccicate come francobolli… ma senza speranza di staccarsi.
In certi casi, oltre all’ambulanza elettrica, doveva intervenire anche l’“attrezielettriccar”, una specie di apriscatole umano di cui nessuno voleva conoscere il funzionamento.
Il dottor Poponi, tra provette e occhiali spessi come fondi di bottiglia, scoprì che il colpevole era un virus trasmesso per via aerea. Colpiva occhi, lingua, gola, meningi e anche qualche zona misteriosa, causando rossori e spasmi muscolari fino a un irrigidimento… permanente.
A Palazzo, il Primo Ministro Nobile e il Ministro della Salute Desidero, circondati da luminari della medicina, decisero di non allarmare la popolazione. “Due cucchiai di ossido di bromuro e passa la paura!”, proclamarono.
Nel frattempo, a Venezia, i coniugi catanesi Rosaria Posteriore e Antonio Spranga festeggiavano 50 anni di matrimonio. Lei 75 anni, lui 77, ancora convinti di essere una coppia di fuoco. Dopo una giornata di calli e gondole, si ritirarono in camera.
Rosaria indossava le sue classiche calze nere autoreggenti con riga posteriore — un’arma di seduzione di massa, almeno per Antonio. Viso tonico, occhi neri carichi di malizia, seno “taglia sesta” e lato B “modello comò d’epoca”.
Antonio, capelli tinti e crespi, baffi alla Stalin, naso a patata e mutande di cotone a pantaloncino, era già steso sul letto.
— Ma Tony! — esclamò Rosaria con occhi languidi — Ti spunta un glande tutto rosso!?
Non ebbe il tempo di dire altro che gli fu addosso, decisa a “verificare la situazione”. Lui la guardò e notò che i suoi occhi erano diventati rossi come semafori rotti.
Tre minuti e mezzo dopo, il virus li aveva trasformati in un’unica scultura umana.
La mattina seguente, la cameriera entrò per rifare la stanza… e rimase a fissarli, rigidi e avvinghiati, come un’opera d’arte moderna.
Mesi dopo, curati al Gemelli con un costosissimo vaccino a base di malva sintetica, Rosaria raccontò alle amiche la notte epica.
Una di loro, vedova da anni, le rispose con un sorriso malizioso:
— Macché virus!
