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Arezzo, la nuova Venezia: al parco Giotto, prime ti disseti, poi ti fai il pediluvio (obbligatorio)

D’estate Arezzo si trasforma: fontanelle con pediluvio, tombini decorativi e cittadini obbligati a praticare il “bagno di piedi civico”. L’amministrazione: “È riqualificazione multisensoriale”

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Arezzo, la nuova Venezia: al parco Giotto, prime ti disseti, poi ti fai il pediluvio (obbligatorio)

D’estate Arezzo si trasforma: fontanelle con pediluvio, tombini decorativi e cittadini obbligati a praticare il “bagno di piedi civico”. L’amministrazione: “È riqualificazione multisensoriale”

Arezzo ormai ha fatto il colpaccio: dopo essersi guadagnata il titolo di Capitale Mondiale della Monnezza e dell’Ingegno dei Disgraziati (vedi qui), adesso punta dritta a diventare anche Capitale Italiana del Tombino Intasato. Un titolo prestigioso, che la città si sta sudando – anzi: bagnando – metro dopo metro.

Non serve aspettare le piogge torrenziali d’inverno (quelle che ti fanno attraversare le strade  in canotto, (vedi qui): ad Arezzo basta una fontanella. È il caso del Parco Giotto, ormai più famoso per le pozzanghere permanenti che per le aiuole (quelle, poverine, abbandonate a se stesse).

La foto che vedete qui sopra non è una scena di Venezia a luglio, ma una banalissima fontanella di Arezzo, dove per bere un sorso d’acqua devi prima immergere i piedi. Un’idea geniale per chi vuole rinfrescarsi tutto il corpo, partendo dal basso. E il bello è che il servizio è gratuito: pediluvio incluso nel prezzo della sete.

Il tombino? C’è, ma è solo decorativo. Probabilmente pensato per dare un tocco urban-chic al laghetto che si forma attorno alla fontanella. L’amministrazione, dal canto suo, fa sapere che stanno lavorando alla “riqualificazione del Parco Giotto” (partita dalla brillante idea di farci un campeggio abusivo, (vedi qui).

I cittadini ringraziano, felici di poter finalmente immergere i piedi nell’acqua dopo una calda giornata estiva, senza dover spendere un euro alle terme.

Prossimi step: doccia pubblica a spruzzo dai bidoni della spazzatura e idromassaggio fai-da-te nelle buche delle strade.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.

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