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Monte Lignano, Stalin viene cancellato: restaurata la stazione della Via Crucis “liberata” dal comunismo spray

Dopo l’atto vandalico con falce, martello e un “W Stalin”, un cittadino ripristina la prima stazione della Via Crucis: “Restauro completo, la libertà torna a respirare”

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Monte Lignano, Stalin viene cancellato: restaurata la stazione della Via Crucis “liberata” dal comunismo spray

Dopo l’atto vandalico con falce, martello e un “W Stalin”, un cittadino ripristina la prima stazione della Via Crucis: “Restauro completo, la libertà torna a respirare”

La Via Crucis del Monte Lignano ha vissuto una sua personale liberazione: niente miracoli biblici, ma una mano decisa e benedetta (forse con acquaragia e pennello) ha messo fine al breve regno di Stalin sulla prima stazione. Sì, perché qualche artista ribelle – o nostalgico fuori tempo massimo – aveva ben pensato di “decorare” il monumento sacro con falce, martello, vernice rossa e un sentito “W STALIN”.

Luciano Rosini, con spirito missionario e pennello in mano, ha documentato tutto: prima la vergogna – la stazione imbrattata come una cabina dell’Enel negli anni ’70 – e poi il trionfo della restaurazione. Non quella borbonica, ma quella vera, fatta di pazienza, vernice giusta e fede.

Nel suo post scrive:

“Operazione compiuta. Restauro completo della prima stazione della Via Crucis del Monte Lignano. Non solo la vernice rossa… ma un simbolo brutto che da sempre ha ostacolato la libertà, sia personale che religiosa.”

E così, dove prima dominava il rosso rivoluzionario, ora torna il candore devoto. Il pellegrino che salirà verso la cima non troverà più il fantasma di Stalin ad accoglierlo, ma solo il consueto invito alla meditazione cristiana. Addio, Compagno.

Certo, resta da capire cosa passasse per la testa dell’autore del gesto vandalico: un omaggio al materialismo dialettico nel cuore della Toscana? Una protesta? Una provocazione artistica? Un errore di Google Maps (“Destinazione: Mausoleo di Lenin”)?

Nel frattempo, la comunità locale tira un sospiro di sollievo: la fede è salva, la stazione è di nuovo integra e il comunismo – almeno su Monte Lignano – ha perso un’altra battaglia.

Alla prossima restaurazione… sperando non tocchi a Mao.

Il cammino è lungo, ma almeno ora è pulito.

Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.

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