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Un concorso truccato e un Var che guarda altrove

Il gossip di Cesare Fracassi
Quando arte, politica e denaro si intrecciano: il concorso del 1401 tra intrighi, favoritismi e delusioni toscane

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Un concorso truccato e un Var che guarda altrove

Il gossip di Cesare Fracassi
Quando arte, politica e denaro si intrecciano: il concorso del 1401 tra intrighi, favoritismi e delusioni toscane

 
La porta del Battistero, Firenze, 1401

Nel 1401 fu indetto a Firenze il celebre concorso per la realizzazione delle formelle della porta nord del Battistero di San Giovanni. Ma già allora si intravedeva la lunga mano di un antenato dei Medici, Giovanni di Bicci, intento a influenzare le sorti del concorso, danneggiando — anche sul piano artistico — la città di Arezzo.

Erano tempi turbolenti: Firenze fronteggiava le ambizioni dei Visconti, antica casata dell’Italia settentrionale con base a Milano. In questo clima campanilistico, il concorso — che aveva attirato l’attenzione ben oltre i confini della città — doveva essere vinto da un fiorentino, per confermare la superiorità artistica della città.

Tra i partecipanti vi erano nomi illustri: Filippo Brunelleschi, oberato da numerosi impegni; Lorenzo Ghiberti, fiorentino di adozione; Jacopo della Quercia, Simone del Colle e, da Arezzo, Francesco Valambrino e Niccolò Spinello.

A quel tempo il cancelliere della Repubblica era Coluccio Salutati, coadiuvato dal suo allievo e consigliere aretino Lorenzo Bruni. La giuria era composta da trenta maestri orafi fiorentini e delle zone limitrofe, più quattro consoli delle botteghe di Via Calimala, appartenenti all’Ordine dei Mercatanti. Tuttavia, tra questi spiccavano anche figure che poco avevano a che fare con l’arte, come il banchiere Giovanni di Bicci de’ Medici, figlio del celebre Averardo, detto “Bicci”.

Prestiti, interessi e la forza del denaro finirono per indirizzare la vittoria verso Lorenzo Ghiberti, l’unico tra i fiorentini meno oberato da altri incarichi. Ma se si fosse indagato davvero a fondo — se ci fosse stato un “VAR” dell’epoca — si sarebbe scoperto che le origini di Ghiberti non erano affatto fiorentine. Nato a Pelago, nel modenese, era giunto a Firenze solo da bambino, quando la madre, abbandonato il marito, si trasferì con il piccolo presso Bartolo di Michele, orafo fiorentino che divenne il patrigno e il maestro dell’artista.

E Niccolò Spinello? Dopo quella decisione pilotata, tornò ad Arezzo insieme al fratello e ad alcuni amici. Per dimenticare la delusione si scolò una brocca di vino a testa alla bettola dell’Agania. E, complici il buio e i fumi dell’alcol, la notte si concluse in compagnia di tre donne di facili costumi, tra sollazzi e risate, ormai smemorati del concorso perduto.

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Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

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