I prigionieri dell’asfalto di Via delle Conserve

Al Comune di Arezzo devono aver festeggiato il Capodanno fino a ieri, perché i fumi dell’alcool dello spumante hanno annebbiato la coscienza di chi programma la manutenzione strade, forse.

Con un’ordinanza, per asfaltare Via delle Conserve, la strada di accesso che  passando per Pomaio arriva a Poti, e poco prima a Molinelli rimarrà chiusa per ben 10 giorni, dal 10 al 26 gennaio.

Per precisione la strada  è chiusa al mattino, dalle 9 alle 12 e 30, e nel pomeriggio, dalle 14 alle 17 e 30.

Orari lunghi, in cui è impossibile per chi vive e lavora  in quella zona, accedere agli edifici e alle case.

I lavori arrivano fino poco dopo la torrefazione, perciò ad occhio e croce sono circa 4 km di asfalto da sistemare.

A rimetterci oltre ai residenti, in termine di logistica e di affari sono le attività presenti, ovvero la Torrefazione, lo  Sporting Club,  la fattoria “Il Muro”, un  albergo, un agriturismo, affittacamere e numerosi orti coltivati che vedono impegnati quotidianamente i proprietari nella gestione.

A complicare tutto, i cartelli dei lavori sono stati messi ieri sera e stamani sono partiti i lavori e la legge dice: i cittadini devono essere informati con un congruo preavviso del divieto di sosta temporaneo: i cartelli e gli altri mezzi di segnalazione prescelti devono infatti essere apposti almeno 48 ore prima dell’inizio del divieto e devono essere ben visibili.


Come prevedibile, già alle 17,20 c’erano auto in fila che aspettavano di accedere sia in su che in giù sulla salita per Pomaio, creando disagi.

I lavori vanno fatti, va bene, ma non possono mettere in croce la gente per 10 giorni che deve sottostare ai loro orari troppo restrittivi.

 

Ci chiediamo,  perché l’attività di asfaltatura non viene eseguita nella fascia oraria serale / notturna per contenere i disagi al transito veicolare, nelle strade interessate dove non è possibile un senso unico alternato ?
Chi ha ideato queste disposizioni ?
Sopratutto sono legali ?
Se qualcuno ci può illuminare in merito, abbiamo la loro attenzione.

Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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