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Se Poti tornasse ad essere Poti

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Se Poti tornasse ad essere Poti

l’Alpe di Poti è sempre stato un punto di riferimento per gli aretini. A ridosso della città era molto frequentato e negli anni ’60 vi era stato costruito un albergo divenendo un vero e proprio luogo di villeggiatura.

Poi, negli anni è arrivata la decadenza, la sciatteria e la dimenticanza, come molte altre strutture del nostro territorio.

I ciclisti che ancora affrontano la salita, fanno sempre più segnalazioni di discariche, di sporcizia, di incuria.

Eppure l’ambiente è bello, ideale per camminate e ristori, che in questo periodo difficile di covid, farebbero bene al fisico ed alla mente.

Ed allora perché non si rivaluta?
Perché non c’è nessun progetto per valorizzarlo?

L’albergo, di cui vi facciamo vedere qualche foto, come era e come si presenta oggi, è la dimostrazione lampante di come si riesca a farci del male da soli.

Recuperare un territorio pregiato, una socialità perduta, dovrebbe essere l’obiettivo di ogni sana amministrazione. Soprattutto per Arezzo che si sta depauperando di ogni ricordo e ricchezza naturale.

Foto:  redazione

Luciano Petrai
Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook . Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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