” Non buttiamo tutto all’Ortica “

Buongiorno lettori dell’Ortica,
ho terminato ora di leggere gli articoli scritti e le relative risposte qui pubblicate circa lo spinoso dibattito sollevato dall’ennesimo triste fatto di cronaca nera .
L’argomento in questione è di quelli definibili “scivolosi” ed infatti ha acceso scontri e duri scambi declinati nelle sue varie interpretazioni anche a livello Nazionale.
Un libero pensiero è tale se rispettoso e rispettato seppure criticabile.

Dare patenti o esibirne crea schieramento e classificazione che in questa Ortica che considero da sempre una rara zona franca non ricordo aver mai visto fare con tanta ostilità.

Il Ponentino Romano forse è già; arrivato anche qui mutato in una forte tramontana in largo anticipo pre elettorale oppure monta una crescente insofferenza post elettorale ?
Usare l’ironia per sottolineare i comportamenti dei potenti di turno è per noi Aretini e Toscani in generale quasi una specialità Olimpica usata per aggirare la trappola delle ideologie …se fossimo Romani diremmo ….”A chi tocca nun sè ngrugna” .

Quindi non è il recente efferato fatto di cronaca nella sua drammaticità su cui non c’è proprio nulla da ironizzare bensì su chi lo commenta da una qualsiasi carica pubblica scivolata per distrazione o convinzione che ricade la nostra cura perchè cosi facendo l’improvvido oratore ci offre l’occasione per mettere in luce quegli aspetti del Potere che si ripresentano ciclicamente e che a mio parere vanno subito derubricati a quello che sono ….maldestre affermazioni e umane debolezze dei nostri personaggi pubblici degne di essere sbeffeggiate più che moralizzate.

Una volta e forse due tocca al Sindac ,valtre a chi è di scena o vuol esserlo…in fondo sono loro che sono voluti salire sul palcoscenico e se battono una culata qualcuno ride perchè la culata per terra del potente a noi popolani  ci fa sempre ridere.
Chi applaude e chi fischia ma la rissa tra gli spettatori no per carità , arrivano le guardie e finisce lo spettacolo e poi non segue dibattito.
Usiamo la prudenza del topo  non la feroce zampata del leone da tastiera.

Con immutato affetto per L’Ortica ,

Gaio Lucilio

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