Sindaco, la prossima volta chieda a Scanzi come vaccinarsi prima

Immagine da: Dagospia

Questo suggerimento vale per la prossima volta: sindaco, chieda a Scanzi come vaccinarsi prima.
Nella speranza, ovviamente, che non ve ne sarà più bisogno, in futuro,  Ma, intanto,  dato che sindaco e Andrea sono in buonissimi rapporti, il famoso giornalistascrittoreopinion maker, di Arezzo, potrebbe mettersi lui stesso a completa disposizione di dell’ingegnere,  copiargli le istruzioni su come vaccinarsi prima e fargliele avere come promemoria, per una prossima volta.

Però, meglio sarebbe contattare Scanzi tra un po’ di giorni, non subito subito,  in quanto nell’immediato  può essere che Andrea (bravo citto, ehhhh, ma con un suo carattere, come ognuno di noi, del resto)  non reagisca bene a sentir parlare di copiare e di copiatura e di trascrivere.
Ora come ora, non gli si nomini il termine plagio, in particolare.
Si usino sinonimi, perifrasi, metafore, se è proprio indispensabile.

Questa temporanea allergia è dovuta all’esistenza di un giornale – Dagospia, mi pare si chiami – di importanza  non di certo paragonabile ai mass media in cui scrive Scanzi,  lo stesso dicasi dei suoi bestseller e dei social network da 2milioni di follower di Andrea.

L’invidia e quando non è malevolenza è odio e se non è astio è rivalità sleale, in una parola sola, la cattiveria contro Scanzi, è all’origine dell’ingiustificata, ennesima infondata accusa di avere copiato –  sì, che cazzata ma è così – scopiazzato l’articolo di un altro giornale.

E, se ciò non bastasse, si rivanga la storia di Andrea, caregiver di se stesso, che saltò la fila e si vaccinò prima del tempo alla Asl Sud Est Toscana, qui, ad Arezzo.

Una storia, detto tra noi, questa del caregiver di se stesso, oramai bell’e che scordata, morta e sepolta, da Asl, Magistratura, Politica, tanto chissenefrega di quei pezzenti che danno davvero cura ed assistenza ad un genitore o ad un figlio, non autosufficiente o disabile.

‘Sti pezzenti di merda,  morti di fame, questuanti, li vuoi mettere a confronto  con un popò di Scanzi?

Che vuoi che sia se per molti di costoro è stata una via crucis ottenere il vaccino?  Andrea Scanzi vaccinato con Astrazenaca vale più del loro totale.

Al massimo, a qualcuno, che non ha altro a cui pensare, rimarrà in mente  l’esempio offerto dal Sistema Sanitario di Regione Toscana, ma che vuoi che sia.

L’importante è che questa epidemia ci abbia fatto capire che se siamo tutti uguali, c’è sempre qualcuno più uguale degli altri, nella buona come nella cattiva salute!

Tutto il resto sono  quisquilie ed è una quisquilia l’ennesima bufera sui social, venuta giù ingiustificatamente, addosso a Scanzi.

Per cui, aspettiamo che passi e tra qualche giorno gli si chiede:

Andrea, alò, copia, entro l’ 1 di agosto le istruzioni su come vaccinarsi prima, senza andare in America, che le diamo al sindaco, come regalo per il suo genetliaco.

Non  compleanno, ma genetliaco, come si dice per chi conta più degli altri, tipo Scanzi, vaccinato prima, e tipo l’ingegnere che voleva vaccinarsi come sindaco. Io conosco uno che da caregiver di fragile in gravissima disabilità ha potuto vaccinarsi dopo

Psicobotola Briosa
Le mie referenze le riassumo nell’essere innamoratissima di Arezzo, in cui sono nata 37 anni fa, in San Lorentino, e città del mio cuore che rappresenta il legame insostituibile della mia vita. Vita da aretina, in cui sono diventata psicologicamente Botola, dentro di me, ma socialmente Briosa con il mio prossimo, e quasi mai Ringhiosa con il mondo esterno. Argomento su cui butterò nell’Ortica gli spunti che mi vengono in mente.

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