Ghinelli furbetto dice Gamurrini e il connubio sindaco-Scanzi diventa parentela

Gamurrini ha titolo di parlare e, infatti, l’ex vice sindaco , nel suo Facebook , dice dell’ex amico sindaco di Arezzo che è “un bell’esempio di furbetto”, che pur di vaccinarsi prima, voleva saltare la fila presso la Asl Sud Est Toscana e poi, si domanda, maliziosamente, come mai il Primo Cittadino non è rimasto in America, la grande nazione  della moglie  in cui ha ottenuto il Johnson&Johnson anticovid-19,  invece di ritornare nella nostra piccola città che, ad avviso di Gianfrancesco, “non lo interessa molto di amministrare, visto il suo cronico assenteismo ” ragion per cui “ho smesso di fare il vicesindaco”.

Se Gamurrini ha titolo di parlare, dato che, nel recente passato,  ebbe modo di dire anche peggio di Ghinelli e, oggi, ci torna sopra, dopo il caso creato dall’outing del sindaco stesso,  sul retroscena della sua vaccinazione negli Usa, chi ha meno titolo di parlare è Donatella Mattesini, del Pd, ma, ovviamente, parli pure che siamo in un paese liberissimo.

E, infatti, non si fa pregare la Mattesini che  consegna ad un comunicato stampa la sua indignazione sul sindaco.
Però, ci si permetta di domandarle come mai non abbia mai  consegnato altrettanta indignazione su Scanzi, che saltò la fila prima di vaccinarsi oppure sull’inizio complicatissimo della campagna di vaccinazione in Toscana.
Altre donne del suo partito, sì, la Mattesini mai.
La sua indignazione, adesso,  ha gioco facile contro il sindaco ma, ma francamente, non ci seduce.

E’ un putiferio il vespaio di reazioni suscitate dall’outing di Ghinelli, il quale  , però, è stata colpito dalla dolorosa stoccata di Asl Sud Est Toscana che, con il dg D’Urso, ha definito  la vaccinazione in America una scelta personale, per non aspettare (o non rispettare) la fila ad Arezzo.

Ma non tutti danno addosso al sindaco.
Ci sono coloro che sostengono che ha fatto bene come altrettanti dissero di Scanzi che fece bene a vaccinarsi prima.

Cosicchè, il connubio Ghinelli-Scanzi, dal piano dell’amicizia e di reciproca stima, che lega il sindaco in carica al giornalista famoso, diventa  una parentela sempre più stretta, che il Gamurrini forse definirebbe tra “furbetti”.

Felixino Cini
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