Israele vieta l’uso di pellicce nell’abbigliamento, è il primo al mondo

L’emendamento  entrerà in vigore tra sei mesi, «L’industria delle pellicce provoca la morte di centinaia di milioni di animali in tutto il mondo e infligge crudeltà e sofferenze indescrivibili», ha aggiunto.
«Utilizzare la pelle e il pelo della fauna selvatica per l’industria della moda è immorale e certamente non necessario».
Afferma il ministro della protezione ambientale Gila Gamliel, e aggiunge:
«Le pellicce di animali non possono coprire la brutale industria degli omicidi che le produce. La firma di questi regolamenti renderà il mercato della moda israeliano più rispettoso dell’ambiente e molto più gentile con gli animali».

L’emendamento include diverse esenzioni per l’uso della pelliccia nella scienza, nell’istruzione e nelle tradizioni religiose, come l’acquisto di Shtreimals, cappelli di pelliccia indossati da uomini ebrei ortodossi durante lo Shabbat e altre festività.
I cappelli, realizzati con le code di zibellini e volpi, sono l’uso più comune della pelliccia in Israele.

I piani per vietare le pellicce sono stati annunciati per la prima volta da Gamliel in ottobre, il quale ha spiegato che l’Autorità per la natura e i parchi sarebbe stata in grado di rilasciare permessi di esenzione per determinati motivi.

Il direttore esecutivo della Humane Society International UK, Claire Bass, ha dichiarato: «Il divieto di pelliccia in Israele salverà la vita di milioni di animali che soffrono negli allevamenti di animali da pelliccia o languono in trappole crudeli in tutto il mondo, e invia un messaggio chiaro che la pelliccia non è etica, non necessaria e obsoleta».

Secondo l’ONG, che è una divisione europea della US Humane Society, vengono uccisi ogni anno quasi cento milioni di animali per la loro pelliccia e altri milioni vengono intrappolati e uccisi in natura per lo stesso scopo.

Anche i marchi di moda tra cui Gucci, Prada, Chanel, Burberry, Versace e Armani hanno adottato politiche senza pellicce.

Il Regno Unito è stato il primo paese al mondo a vietare la produzione di pellicce nel 2003, ma consente ancora  l’importazione e la vendita.

Redazione
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