Una giunta che affonda sulle fondazioni

C’era da aspettarselo, perché tutti i nodi, prima o poi, vengono al pettine.

Quello che sta accadendo in Comune, anche se passa distrattamente, per l’attenzione rivolta solo al covid, non promette niente di buono.

La maggioranza si spacca sulla richiesta di costituzione di parte civile del Comune per l’affare Coingas.
Si capisce lontano un miglio che l’assenza della Lega e di Forza Italia alla votazione è la palese dimostrazione delle divisioni che diventano, ogni giorno che si avvicina il processo Coingas, sempre più evidenti.
Eppure si sapeva.

Ma gli aretini non devono preoccuparsi.
La vice-sindaca “Thatcher de noaltri”, sta guidando la giunta con un piglio che ricorda Don Chischotte scordandosi di essere solo Sancio Panza.

Sì perché il nostro Don Chisciotte è sempre più assente fisicamente, sembra essere disarcionato da Palazzo cavallo.
Appare solo tramite l’etere, un po’ appannato, anche perché forse perché si sente sempre più circondato.
O che sia una questione di fuso orario visto che da tempo si trova in America e le dirette le fa quando lì è notte fonda.

Così il suo braccio destro può fare e disfare, dopo la figuraccia dei sierologici scambiati come figurine con i tamponi rapidi e quella del segretario comunale che assunto per un giorno sembra aver sentito nel suo ufficio troppa puzza di gas.

E mentre la nostra Thatcher vuole trasformare in fondazioni tutte le attività sul sociale e sulla scuola, in pratica privatizzandole, viene a galla il bilancio disastroso della Fondazione Guido D’Arezzo che presenta un buco di bilancio di oltre 900.000 euro che se non riguardasse il Raro festival che è costato da solo 700.000 euro, si potrebbe definire un buco “raro”.

Insomma, poiché si sente da tutte le parti affermare della necessità di un cambio di passo, qui se va avanti ancora un po’ così, tra poco vedremo “barullare” tutto ed in questo periodo non è una gran bella cosa.

Allora, visto che la prossima settimana comincia il festival di Sanremo e prima che la schettina di turno dica “ torni a bordo cxxo” in comune si sente cantare:

Ghinelli fai presto o non esisti
Se tu non ritorni non capisci, non capisci…

Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook . Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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