Una domenica in rosso

Si leggeva nei vecchi negozi di alimentari: per colpa di qualcuno non si fa più credito a nessuno.

Oggi si potrebbe aggiornare con: per colpa di un bel po’ di dementi tocca stare chiusi e attenti.

Questa domenica in rosso spinge a meditare strategie per la nostra sopravvivenza.

Perché oltre al covid c’è un altro nemico che ci assilla ed è l’informazione televisiva assillante, spesso fuorviante e inutile.

Si sono creati dei nuovi sacerdoti (o più spesso delle sacerdotesse) nelle varie trasmissioni che parlano tutte di coronavirus.
Si snocciolano continuamente dei numeri che ci passano accanto tra una tartina e l’altra e a cui non facciamo nemmeno più caso; si cercano situazioni pietose, perché la commozione fa sempre “audience”.

Il rischio è che stando in casa ci si abbuffi di queste trasmissioni creandoci ulteriori scompensi invece di aiutarci a superare questo momento difficile.

Lo dicono vari psicologi e studiosi della materia, non riempiamo la nostra mente solo di immagini negative ed angoscianti.

Ora ci aspetta un altro periodo molto duro.
Conviene attrezzarci mentalmente utilizzando le giornate che non possiamo vivere socialmente per migliorarci spiritualmente, non inseguendo tutto il giorno una informazione che non migliora di un grammo la nostra qualità della vita.

È giusto mantenere una informazione di base essenziale ed asciutta ma poi è utile indirizzare la nostra mente verso attività che consolidino la nostra natura umana e non la deprimano.

Ogni giorno, pur nella disperazione, per mantenerci sani, come diceva Goethe, dovremmo allenarci ad ascoltare la musica, a leggere una poesia, a godere di qualche bel quadro e se possibile, dire qualche parola ragionevole.

Già, qualche parola ragionevole, non quelle bestialità che leggiamo nei commenti del web, pieni di odio e di rabbia, che i tuttologi alla Napalm51 di Crozza digitano 24 ore su 24.

Solo la ragionevolezza può aiutarci a farci uscire, anche economicamente, da questo incubo.

Lo Stato deve essere particolarmente presente in questa fase anche per quei politici che l’hanno umiliato fino a ieri, anche per gli evasori fiscali che lo hanno depauperato.
Ma, in particolare, deve essere presente per i più deboli, per le persone fragili, che hanno bisogno in questo momento di tutta la nostra solidarietà e non le chiacchiere astruse di politici confusi ed inadeguati.

Insomma, guardate meno la televisione ed ascoltate di più il vostro cuore.

Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook . Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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