Le nuove misure anti-Covid ed i locali di Arezzo (Video)

Alle 18 non comincia il giudizio universale

Sono entrate in vigore le nuove misure del DPCM che cercano di contrastare quella maledetta pallina piena di ventose che ci sta rompendo le palle da febbraio.

Una delle misure entrate in vigore è quella che I bar e le attività senza servizio al tavolo devono chiudere alle 18.

Siamo passati dal mio bar preferito, il Coffee O’ Clock per sentire gli umori che lì aleggiano.

Il locale offre, oltre a continue mostre fotografiche, anche una bella panoramica dei quotidiani, settimanali e mensili che permettono una sosta proficua ed informativa.
Infatti mi ha sempre permesso di fare una vera e propria rassegna stampa, guardando anche quei giornali che offrono dei titoli talmente schifosi che mai mi azzarderei a comprare.
(Dai che avete capito a quali mi riferisco).

Ci sono cinque ragazzi che a turno gestiscono il locale.

Hayat e Simone mi dicono che sì, il locale chiuderà alle 18 perché è vero, potrebbero mettere dei tavoli nello spazio antistante il bancone ma non sarebbe una soluzione adeguata, che penalizzerebbe proprio il lungo bancone.

E poi è opportuno ricordare che la gestione del Coffee O’ Clock ha sempre privilegiato la sicurezza attuando subito il pagamento automatico delle consumazioni mettendo i soldi in una macchinetta che dà anche il resto e lo scontrino così che non c’è alcun contatto manuale tra cliente e barista.

Ad Arezzo ci sono tante realtà, innovative e moderne, che devono essere sostenute.
In particolare quelle che non fanno le furbe come certi ristoranti che non hanno capito niente della gravità della situazione e per qualche tavolo in più mettono a rischio la loro salute e quella dei clienti.

E smettiamola di “buticare” ad ogni provvedimento perché alle 18 non comincia il giudizio universale come ci ricorda un film del 1961 di Vittorio De Sica dove una voce possente e misteriosa echeggiava nel cielo annunciando: Alle 18 comincia il giudizio universale.

Ognuno deve fare la propria parte con coraggio e responsabilità, perché solo così ne usciremo.

 

 

 

 

 

 

Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook . Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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