Se il ballottaggio dimentica i più fragili

Lettera aperta ai candidati alla carica di sindaco di Arezzo

Miriam Pellegrini è una giovane donna con disabilità motoria, costretta alla carrozzina.

Ma questa condizione non gli ha fatto perdere la tenacia ed il desiderio di lottare per un mondo più giusto e solidale.

Come A.P.A. associazione paratetraplegici aretini ha scritto ai due candidati alla carica di sindaco di Arezzo esprimendo senza mezzi termini il suo disappunto.

Scrive Miriam:
“La nostra delusione e la nostra amarezza sono figlie dell’assenza, nel vostro dibattito, del benché minimo interesse verso i diritti dei tanti soggetti e delle tante famiglie che vivono e convivono con la disabilità.”

In effetti, presi da problemi contingenti la politica spesso si dimentica del suo ruolo fondamentale che riguarda la vita reale di ogni cittadino ed in particolare di quelli che devono vivere la quotidianità affrontando mille difficoltà.

Scrive ancora Miriam:
“Siamo infatti fortemente convinti che una fra le prime finalità che si dovrebbe porre chi si candida ad amministrare una Comunità sia anche quella di sottoporre agli elettori il tema del rispetto dell’altrui condizione, soprattutto se questa è una condizione di disabilità e diversità, per far sì che la comunità stessa possa progredire diventando finalmente inclusiva e solidale.
Libera da pregiudizi e stereotipi sulle persone disabili, finalmente pronta a concepire la diversità, in termini culturali, come un valore aggiunto.”

Sono parole che cadono come pietre in una società sempre più distratta ed egoista.

Anche perché si dovrebbe dare seguito alla convenzione ONU sulla disabilità ( ratificata con legge 18/2009 dallo Stato Italiano) che dovrebbe permettere un ambiente più favorevole con minori problematicità e maggiore partecipazione attiva della persona disabile nella società.

E le proposte sono note:
“Da qui deriva l’importanza dell’accessibilità per la libertà di movimento e di autodeterminazione, che sono diritti inviolabili della persona.
Tra l’altro la piena fruibilità degli spazi urbani e dei relativi sistemi per la mobilità, che si ottiene attraverso l’eliminazione di tutte le barriere architettoniche, va a beneficio dell’intera collettività e non solo delle persone con disabilità.

Finora, però, pochi sono stati gli amministratori illuminati in questo senso, che si sono resi conto del suo vero valore e di quanto sia fondamentale per l’innalzamento della Qualità Urbana di ogni città, compresa la nostra bellissima Arezzo, che su questo fronte purtroppo presenta ancora notevoli criticità.”

Quindi segue la preghiera di considerare non solo il centro cittadino ma anche le periferie e le frazioni, perché “in molti casi basterebbe soltanto dotarsi di una semplice pedana per risolvere il problema.”

Ma Miriam affonda:
“ Ci sarebbe piaciuto che durante la campagna elettorale i candidati a sindaco si fossero espressi anche relativamente agli strumenti che hanno intenzione di mettere in atto per affrontare e mantenere alta l’attenzione su tutte le tematiche della disabilità.”

E poi l’appello:
Carissimi candidati, tutte queste tematiche, relative ai Diritti Umani, dovevano essere al centro della vostra campagna elettorale, perché centrali nella azione politica, come dovrebbe esserlo il tema della fragilità nella pianificazione di un Comune che mira ad innalzare il suo livello di civiltà, occupandosi di tutte le categorie di cittadini, a partire proprio dai più deboli.
Invece, poco o nulla se ne è parlato da entrambe le parti, con idee vaghe e non convincenti.
Ma ci auguriamo che chiunque sia l’eletto sappia fare buon uso di queste nostre righe, per far sì che Arezzo diventi una città più inclusiva e a misura di tutti.”

Grazie a Miriam ed all’associazione paratetraplegici aretini che ci ricordano che una buona politica pensa ai suoi cittadini, ed in primis ai più fragili, altrimenti resta solo chiacchiere e distintivo.

By Luciano Petrai

 

 

Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook . Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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