Berlinguer, ti voglio bene, ma…

Evviva ! Finalmente un po’ di buona e sana goliardia per strappare qualche sorriso in una campagna elettorale, che si preannunzia dura e faticosa, sia per chi – i candidati – la fa, sia per chi – i cittadini aretini – la segue con più o meno interesse.

Succede, infatti, che una sedicente “Brigata cattogoliardica giottina” ha affisso sul manifesto appeso sulla cancellata all’ingresso di Via Giotto del Parco Pertini, con il quale il Centro di iniziativa politica “Enrico Berlinguer” di Arezzo, invita i cittadini a firmare per intitolare al leader comunista il parco ex Foro Boario di Pescaiola, le fotografie di Giulio Andreotti e di Amintore Fanfani, i quali commentano da par loro tale iniziativa secondo gli schemi delle battaglie, che hanno accompagnato la vita politica italiana degli anni  ’70 e parte degli ’80: Democrazia Cristiana contro Partito Comunista.

Il Divo Giulio chiede pleonasticamente al politico aretino che cosa pensa del comunismo, che era sbagliato e, per converso, dei comunisti, che, invece, erano tutti “toghi“.

Al che il grande Amintore, che vedeva il comunismo come il fumo negli occhi e a cui non mancava certo la battuta, risponde che ci ha capito poco e, visto che il manifesto per la raccolta delle firme era stato affisso in zona Giotto, il Quartiere bene di Arezzo, dove nei passati decenni i comunisti subivano regolarmente delle batoste (musate, dette all’aretina) elettorali ad opera della D.C., coglie l’occasione per sottolineare l’indebita invasione di campo, invitando Berlinguer a tornare a Pescaiola, dove, invece, solitamente avveniva l’esatto contrario.

Il tutto corredato in chiusura dal vecchio ed ormai defunto simbolo dello scudo crociato democristiano, in un revival, che tanto ci ricorda i tempi di Don Camillo e dell’On. Peppone, tempi veramente diversi, in cui i compagni (con la c minuscola) più privilegiati, i figli dei ricchi, erano poveri anche loro.

Etrusco
Aretino doc, la mia grande aspirazione era quella di diventare giornalista ed invece ho fatto per più di 40 anni tutt'altra professione. In gioventù' ho scritto articoli per giornali umoristici universitari del tipo La Bombarda ed Il Pungiglione ed, in seguito, dopo la laurea, sono stato nello staff di televisioni e radio private aretine. Sono da sempre appassionato di sport, che ho praticato sia a livello semiprofessionistico, sia dilettantistico. Sono un innamorato della Giostra del Saracino, nella quale per alcuni anni ho avuto un certo ruolo. A chi mi dice che ho un brutto carattere, perché troppo polemico, rispondo come diceva il Presidente Pertini che " soltanto chi ha carattere, ha un brutto carattere ". Ho fatto tante cose in vita mia e spero che questa non sia l'ultima.=

10 COMMENTI

  1. Stesso periodo politico vero , ma non la stessa elevatura morale, non le stesse responsabilità alla guida del Paese . I due democristiani hanno dato battaglia senza risparmiare colpi bassi al segretario del più grande partito comunista del mondo occidentale e quando non avevano più numeri sono ricorsi a Bettino Craxi finito come è finito. Moro virò verso Berlinguer scatenando un putiferio, un dramma provocato da chi lo ha ucciso e da chi tra i suoi ha depistato i fatti , ha deciso di non proteggerlo. La fine , Andreotti condannato per mafia fino al 1980, il resto non si sa, Fanfani un uomo della corrente sinistra cattolica e democristiana , Craxi latitante condannato per tangentopoli . L’amato Berlinguer un raffinato politico , un uomo che non ha mai tradito le sue idee ed è morto nel campo a soli 62 anni , riportato a casa dal presidente Pertini “come un Figlio”, troppo presto per lasciare il pci alle generazioni che anno dopo anno hanno dissolto un patrimonio politico e culturale.

    • Berlinguer ha mangiato una vita, da quando aveva 20 anni, grazie a un partito che campava coi rubli di un regime comunista e che quel regime voleva esportare in Italia. Uno che Stalin lo incontrò, che la Russia – così come gli altri regimi comunisti – l’ha conosciuta da vicino, senza mai raccontarla per come fosse davvero. Non una parola contro i carrarmati sovietici in Ungheria. Servirono gli anni ’80 per aviare a capire il mostro che era il comunismo, ma guai a dirlo, faceva più fico raccontare che Marx andava d’accordo anche con la democrazia. Ma per cortesia, facciamola finita con questi santini, che hanno servito, come utili idioti o, peggio, in modo consapevole, una cultura politica semplicemente criminale: Berlinguer, senza tanti giri di parole, è stato uno dei tanti che è stato dalla parte sbaglita della storia. Ma con raffinatezza, eh, ce mancherebbe… Lo dice anche sto manifesto: il comunismo? Sbagliato. I comunisti? Tutti toghi (e raffinati). Misteri.

  2. Abbiamo capito che Berlinguer & Co (Comunisti) avessero a cuore non le sorti dell’Italia bensì di una dittatura estera che la storia ha condannato come la più sanguinosa che l’uomo abbia potuto fino ad oggi assistere. Il fatto che sia stato un comunismo in salsa italiota non salva Berlinguer dalla condanna. Che vada nelle periferie “rosse” ad incantare gli illusi e gli “oppressi”. Al Giotto non si passa.

  3. Al giotto non siamo passati? Si che siamo passati. Il Parco Pertini lo ha voluto e realizato la Sinistra aretina. La destra democristiana quella della Banca Popolare mangiata, fallita , quella dei piduisti, dei democristiani vip aretini voleva realizzare palazzi e speculazioni come in Via Lorenzetti. Una battaglia fatta in vostro favore che non meritavate. Da quando non esiste più il PCI 1991, la destra al governo cittadino è andata sotto inchiesta per malversazioni e scandali due volte , una volta condannata , pensi i destri spendevano 13 mila euro per guardare filmini . Il PCI di Berlinguer non ha mangiato nulla, lei non sa o sa quello che le hanno mal raccontato. Con l’avvento di Berlinguer i contributi dall’Urss terminano e lui stesso subisce perfino un attentato nei paesi dell’Est. Comunque sia non rinnego i rubli fino al 70 perchè sono serviti per contrastare la valanga di dollari della CIA americana utilizzati per attentati , depistaggi, golpe Borghese, rosa dei venti, Gladio per proteggere e far emigrare gli attentatori neri con l’ausilio dei servizi segreti deviati. Anche ad Arezzo e in Toscana una banda di neri sciagurati partecipava alle gazzarre con bacheche bruciate , spari e nascondiglio di armi in chiese sconsacrate . La storia ha anche nomi e cognomi, qui meglio evitare. Si può dire con cognizione di causa che I rubli sono stati utilizzati dal PCI per far progredire una opposizione costruttiva , intelligente e la democrazia italiana , i dollari per farla ammalare e deperire. Al giotto passa solo lo sporco del mercato del sabato.

  4. Il comunismo e il cattocomunismo sono piaghe sociali: lo palesa la storia, lo palesa il passato, lo rende ancor più palese l’attualità.

    • Il capitalismo invece con il suo libero mercato è stato ed è un predatore vorace dei piccoli risparmiatori vedi prestiti , mutui ricevuti da banche fallite bpel, banca di vicenza, banca della padania , Benetton e le autostrade che crollano e noi paghiamo, Fiat che dopo aver succhiato sangue allo stato fino al midollo ha voltato il sedere. Questi sarebbero i benefattori dell’Italia ridotta al lumicino? Bravi , richiamateli assieme ai soldi che si sono portati nei paradisi fiscali. In Italia il comunismo non ha mai governato ed è un fatto, con i se e i ma continuate a disegnare i vostri film di fantapolitica, mentre quello si , abbiamo avuto il capitalismo di stato avido e poco illuminato . Buona serata e continuate ad arrampicarvi negli specchi.

      • Paola, il capitalismo è quella cosa che la rende libera di scrivere queste fesserie su internet. Vada a Cuba, in Corea o in Cina a godersi il web e il benessere socialista. Gli porti anche un po’ di rubli avanzati, che non gli pare il vero.

  5. Destra e sinistra, ne’ destra ne’ sinistra, la mia generazione ha perso e io non mi sento italiano… Ed era anche bello avere due barricate belline e definite, colorate rossa e nera eh, e poi, nel mezzo, i bianchi cuori tiepidi… si però fino a 30 anni fa…e oggi?
    Insomma che votiamo? Populismo o radical chic? Che ‘sti colori oggi mi sembran un unico colore, anzi un non-colore, il nero, ma inteso come negativo del bianco che è somma di tutte le gradazioni dello spettro della luce. Questo nero di adesso è quindi l’assenza di colore, l’assenza di luce, l’assenza di idee.
    E l’abbondanza di chiacchiere, versione pornografica (da intendere alla maniera di Carmelo Bene, come l’essenza scadute delle cose, ridotte a fenomeni senza noumeni) della retorica.
    Rileggo l’articolo, i commenti, vado a farmi un giro al Giotto ad ammirare i manifesti e poi stacco la macchina del tempo che è utile dato che “mala tempora currunt sed peiora parantur”.

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