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Arezzo, le notizie di oggi: 8 Agosto

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Arezzo, le notizie di oggi: 8 Agosto

Cade in un dirupo, trasportata a Siena con l’elisoccorso

Una donna di 66 anni residente ad Arezzo è caduta, nel tardo pomeriggio, da un dirupo sovrastante il fiume Arno.
L’incidente si è verificato in località Vado, nel comune di Capolona.
Nella caduta da 5 metri e nell’impatto con il terreno, la donna ha riportato vari traumi.
Sono intervenuti l’ambulanza, l’elicottero Pegaso 2 e i Vigili del fuoco.
E’ stata quindi trasportato in codice verde con il Pegaso all’ospedale di Siena.

Covid-19, ancora due casi in Valdarno

La situazione dalle ore 14 del giorno 7 agosto alle ore 14 del giorno 8 agosto, relativa al fenomeno della diffusione del COVID evidenzia 2 nuovi casi nella provincia di Arezzo, entrambi nel comune di Montevarchi: sono 1 uomo di 19 anni, rientrato da un viaggio all’estero e 1 donna di 27 anni.

Caneschi e Maurizi (PD): i cani fuggiti per paura dei fuochi “il Sindaco deroghi alla norma che li isola al canile per 6 mesi”

“Il Sindaco valuti la possibilità di una deroga per restituire ai loro padroni quei che l’altra notte, spaventati dai fuochi artificiali, sono fuggiti dalla loro casa”.
Alessandro Caneschi, consigliere comunale e Segretario comunale del Pd, rivolge questo appello al Sindaco Ghinelli. “Conosciamo le norme ma riteniamo che occorra buon senso nella loro applicazione.
Un cane che è fuggito per strada, spaventato dai fuochi, non può rimanere rinchiuso in un canile per sei mesi, in isolamento e lontano dalle persone che fino all’altra notte ne hanno avuto quotidianamente cura.
Si aggiungerebbe danno a danno ad un cane che non ha nessuna colpa”.
Claudia Maurizi, consigliera Comunale PD aggiunge: “Enpa, WWF e OIPA, già prima dello svolgimento dei fuochi, avevano segnalato il problema ma, come successo in questi anni di amministrazione Ghinelli, l’appello è rimasto inascoltato”.

Tentano di scappare con il carrello pieno  dal supermercato,  marito e moglie denunciati

Ieri i Carabinieri della Compagnia di Cortona, a conclusione di immediati accertamenti e di un risolutivo intervento, hanno denunciato a piede libero all’Autorità Giudiziaria aretina, due coniugi entrambi di cittadinanza albanese dediti ai furti nei supermercati.[read more]
La donna di 41 anni entra all’interno del supermercato “Coop” di Camucia, e dopo aver riempito il carrello della spesa, approfittando di un momento di disattenzione del personale, si dirige rapidamente verso una corsia delle casse senza il tornello e non presidiata, per poi uscire velocemente dal negozio.
Il direttore vista la manovra allerta subito le forze dell’ordine dando l’allarme al 112.
Il marito, intanto, l’aspetta all’esterno dell’esercizio commerciale, che con circospezione, guardandosi intorno, fa il “palo”.

I militari della Stazione Carabinieri di Camucia, insieme a personale della locale Polizia Municipale, arrivano nel parcheggio del supermercato, individuano i due, che capito di esser stati scoperti, fuggono abbandonando sul posto la refurtiva, che viene recuperata e restituita.
I coniugi bloccati quasi subito vengonodenunciati per furto in concorso ed gli viene intimato divieto di ritorno nel comune di Cortona.[/read]

Gang di ladri fermata dalla polizia

Gli agenti dell’ufficio anticrimine del Commissariato di Polizia di Sansepolcro hanno identificato e denunciato un gruppo di persone dedite alla commissione di furti e specializzati nei furti con destrezza.[read more]
Le indagini sono iniziate nel mese di febbraio di quest’anno, quando una biturgense denuncia presso il Commissariato di Polizia di avere subìto un furto nei pressi di un noto supermercato di Sansepolcro.
L’immediata attività investigativa ha consente agli agenti di polizia di identificare come autori del furto tre persone straniere residenti nel Lazio.

Individuata l’autovettura utilizzata dai tre, anche grazie al sistema di videosorveglianza del Comune, gli agenti decidono di ricostruire gli spostamenti dell’auto sul territorio nazionale documentando la responsabilità delle stesse persone in altri furti.
Nelle prime fasi di indagine, per il furto avvenuto a Sansepolcro, nella medesima giornata si era scaturito una sorta di inseguimento a distanza, difatti gli agenti riuscivano a recuperare, in provincia di Forlì-Cesena, parte della refurtiva seguendo il segnale del telefono che era all’interno della borsa rubata a una signora biturgense e di cui ancora i malviventi non si erano disfatti.

Dai filmati che sono stati acquisiti durante l’indagine è emersa la raffinata tecnica utilizzata dai membri dell’intera banda, ognuno dei quali aveva un compito ben preciso.
Aspettavano all’esterno degli esercizi commerciali e quando la vittima da derubare saliva a bordo della propria autovettura, un componente della banda lasciava cadere accanto all’auto un mazzo di chiavi o una banconota e successivamente bussava al finestrino dell’auto della malcapitata dicendole “scusi le sono cadute le chiavi” o la banconota a secondo dei casi, ciò al fine di farla scendere dall’auto e lasciare così incustodita la borsa o altri oggetti di valore.
In quel frangente, come si vede dai filmati, una terza persona si intrufolava nell’auto per derubare le vittime che in più occasioni si rendevano conto del furto solo dopo essere arrivate presso la propria abitazione.[/read]

Truffatori seriali vendevano piscine in giro per l’Italia, “pizzicati” alla 29esima vendita

Sono stati denunciati dai Carabinieri della Stazione di Loro Ciuffenna, due operai pregiudicati italiani, che da inizio anno, per ben ventotto volte, avevano messo in atto una truffa con la quale mettevano in vendita in tutta Italia una piscina per poi scomparire nel nulla dopo aver ottenuto l’accredito dell’acconto. [read more]
La ventinovesima volta è toccata ad un cittadino lorese e per i truffatori è stata fatale: i Carabinieri della locale Stazione, allertati dalla vittima, hanno provveduto a compiere alcuni accertamenti sui pagamenti elettronici.

Emerge , dunque, la ripetitività della tecnica utilizzata, la vittima era agganciata su internet e dopo essersi accordati sui lavori e sulla tipologia di piscina, veniva chiesto ai malcapitati di versare su di una carta prepagata, intestata ad uno dei due, la somma di 380 euro a titolo di acconto per l’acquisto del manufatto e, come da copione, il compratore non ha più notizie dai due.
I militari sono riusciti a risalire all’identità dei due uomini, residenti in Calabria, ed hanno proceduto a denunciarli all’autorità giudiziaria per truffa in concorso continuata.[/read]

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