Anche in Giappone leggono l’Ortica

L’Ortica varca le frontiere nazionali e sbarca, addirittura, in Giappone.
Quando sabato un amico mi fa notare che i giapponesi stanno preparando un’applicazione che consenta ai tifosi di calcio di interagire con lo stadio senza muoversi da casa ed utilizzando i propri cellulari rimango incredulo.

Subito mi fa notare la somiglianza con il mio racconto “Arezzo Siena la prima partita D.C. (dopo coronavirus)” pubblicato su questo sito il 14 aprile scorso.

Appena rincaso lo cerco tra i file del computer.

E’ vero le analogie sono molte anche se, devo ammetterlo, la mia fantasia  era andata ben oltre l’interagire in quanto prevedeva una vera e propria realtà virtuale.
Ho subito pensato di chiamare il mio legale per chiedere le roialty sul futuro fatturato poi ho soprasseduto e, in uno slancio di generosità, ho deciso di lasciare a loro tutti i proventi.

Ok, ok…ho capito.. non ci credete….

La notizia è assolutamente vera e si può facilmente verificare.
L’applicazione è ideata da Yamaha ed è stata sperimentata nella gara tra Jubilo Iwata e Shimizu S-Pulse.
Resta a me, ed a questa testata, la soddisfazione di averli preceduti seppure con un racconto di fantasia.

Ci troviamo spesso a sorprenderci di libri o film che, con le loro storie, anticipano i tempi raccontando fatti che mai si immaginerebbero in quel momento ma che poi si avverano in un futuro più o meno lontano.
Oggi ho capito che la fantasia, molto spesso, è solo anticipazione di una futura realtà.

Link:
Giappone, app per tifare da casa quando si gioca a porte chiuse | Calcio e Finanza

I tifosi da lontano? Ecco l’app che porta la voce dei «teletifosi» allo stadio o al palazzetto – Corriere.it

Marco Rosati
Prediligo chi pone e si fa domande ed ho terrore di chi ha solo certezze. Non riesco a saziare la mia curiosità. Mi ritengo un “giovane con esperienza” ma, quando ero adolescente, consideravo coloro che oggi sarebbero miei coetanei “vecchi matusalemme”. Ho fatto studi tecnici ma sono appassionato di storia e delle materie umanistiche in genere. Insomma sono un po’ (eufemismo?) complesso.

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