Arezzo Siena la prima partita D.C. (dopo coronavirus)

Domenica 13 settembre 2020 ore 15.00 Stadio Città di Arezzo il campionato di Lega Pro riprende da dove era stato interrotto.
L’Arezzo ha il turno casalingo contro il Siena.
La nostra vita è cambiata ormai da 6 mesi.
Siamo nella fase 2 del tempo del Coronavirus.
Sono ancora vietati gli assembramenti.
Teatri e concerti sono sospesi.
Hanno riaperto, con le opportune misure di sicurezza, le attività produttive.
Al cinema si può andare ma ogni posto occupato ne richiede due vuoti e così al ristornate o al bar.

Il calcio riparte oggi a tappe forzate verso la fine della stagione che era sospesa per poi riprendere con quella nuova.
Troppi interessi in gioco per poter bloccare tutto.
Pensiamo solo al rimborso degli abbonamenti, agli sconti richiesti dalle tv per le gare non trasmesse.
Anche qui, però, sono vietati assembramenti.
Non si possono mettere tutte quelle persone vicine ad urlare e tifare insieme.
Il rischio è troppo grande.
Per fortuna la tecnologia è venuta in soccorso dei dirigenti.

Gli abbonati possono scegliere tra il rimborso oppure la consegna, al loro domicilio, di un congegno che li catapulta, in realtà virtuale, allo stadio.
Il congegno è così sofisticato che ognuno potrà seguire la gara dal proprio posto, con la consueta visuale.
Neppure i giornalisti sono ammessi, troppo pericoloso, il virus potrebbe riprendere ad infettare intere città.
Anche a noi, pertanto, arriva a casa lo stesso congegno.
Mi è recapitato in un pacchetto non troppo grande che contiene un paio di occhiali e dei sensori da collegare ai polpastrelli delle dita.
Permettono di seguire la gara ed avere le sensazioni da stadio.
Sono un po’ scettico ma quando alle 14.30 mi siedo nel divano ed indosso il tutto mi accorgo che è come se fossi allo stadio.
Anzi io SONO allo stadio.

Accanto a me siede Riccardo che, come di consueto, è arrivato, anzi ha indossato il marchingegno, con largo anticipo, subito dopo “appare” Giorgio.
Mi giro e vedo Giovanni, Francesca, Gianni e Giorgio (quello giovane).
La commozione di ritrovare tutti gli amici è  virtualmente è immensa e ci scappa, qua e la, una lacrimuccia.
Gli unici in carne ed ossa sono i giocatori e la terna arbitrale.
Atleti ed arbitri sono sottoposti a rigidi controlli per evitare che possa scendere in campo un soggetto contagiato.

Alle 15.00 in punto fischio d’inizio.
Ognuno tifa da casa ma canti ed incitamenti vengono riportati fedelmente allo stadio e tutti possono vivere l’emozione di essere protagonisti della storia.
Siamo lì, presenti, attivi, indispensabili per la prestazione dei nostri beniamini.
Le emozioni non mancano.

Con Riccardo e Giorgio ci scambiamo, come sempre, impressioni, giudizi, commenti.
Non sono più in casa, sono allo stadio e questo è il bello di questa giornata tanto attesa.
La partita è emozionante, dal primo all’ultimo minuto una palpitazione continua.
L’Arezzo passa in vantaggio al 21’ del secondo tempo con il suo capitano Nello Cutolo.

Il Siena le prova tutte per portare a casa il pareggio ma la difesa amaranto regge bene.
Noi un po’ meno e sudiamo da matti.
Il cuore batte a mille ed arriva in gola.
Mancano pochi secondi al termine e l’arbitro fischia una punizione a favore dell’Arezzo.
La vittoria è certa.

La gioia immensa, per il risultato, per aver potuto rivivere, allo stadio, una gara di calcio dopo troppo tempo.
Guardo il direttore di gara, ha il fischietto in bocca.
E’ pronto per il triplice fischio.
Un fischio, un altro ed un altro ancora…poi ancora uno, ed uno…perché sono 5 fischi e ancora non smette?
Mi giro allungo il braccio e spengo la sveglia.
E’ ora di alzarsi.
Era solo un sogno, per fortuna.
Quando riprenderà il calcio voglio essere allo stadio di persona non con il mio avatar.

Marco Rosati
Prediligo chi pone e si fa domande ed ho terrore di chi ha solo certezze. Non riesco a saziare la mia curiosità. Mi ritengo un “giovane con esperienza” ma, quando ero adolescente, consideravo coloro che oggi sarebbero miei coetanei “vecchi matusalemme”. Ho fatto studi tecnici ma sono appassionato di storia e delle materie umanistiche in genere. Insomma sono un po’ (eufemismo?) complesso.

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