Istamina, ritenzione idrica, peso corporeo

Ricordo Gloria, entrata in ambulatorio portando un pacco di indagini diagnostiche: TAC, risonanza magnetica, ecodoppler, analisi sangue…
Mi ha riferito emicrania molto forte, con insorgenza improvvisa, ritenzione idrica, aumento di peso corporeo ed altri segni clinici.
Le indagini strumentali erano negative.

I suoi sintomi non erano correlati e non avevano alcun collegamento con il ciclo mestruale.
Era venuta per riuscire a comprendere questa sua condizione cosi invalidante. Sempre di più, riscontro nella mia attività professionale questa patologia: intolleranza alimentare alla istamina. Non è una allergia alimentare !

Se avete brusche variazioni del vostro peso nell’arco di un giorno, riflettete su ciò che avete mangiato negli ultimi giorni.
Potreste avere una reazione di intolleranza alla istamina, più diffusa di quanto si possa pensare.

ISTAMINA NEGLI ALIMENTI
L’aumento di peso corporeo non è causato dall’aumento di grasso corporeo, bensì dall’acqua ritenuta all’interno dell’organismo sotto lo stimolo di una intolleranza alimentare alla istamina.
La istamina è una molecola che possiamo mangiarla già formata, presente negli alimenti. Possiamo produrla nel nostro intestino per l’azione dei batteri del microbiota.

Gli alimenti contenenti l’istamina sono:
sgombro – Aringa – Sardina – Acciughe – Tonno – Salmone – Pesce affumicato o conservato in scatola o sottovuoto – Formaggio tipo Gouda – Camembert – Cheddar – Emmental – Parmigiano – Salsiccia e carne in scatola – Salami ed insaccati – Crauti – Spinaci – Melanzane – Pomodoro – Ketchup – Aceto di vino rosso – Vino bianco – Alcol – Birra fermentata – Champagne – Caffè – Cacao –
L’istamina presente nell’alimento tende a rimanere inalterata nell’alimento, in quanto è resistente al calore: per una completa inattivazione è necessario un trattamento dell’alimento per 90 minuti sopra a 100 °C.

Alimenti in grado di aumentare il rilascio di istamina: Papaya – Fragole – Agrumi – Crostacei – Liquirizia – Spezie – Ananas – Avocado – Arachidi – Albume d’uovo – Frutta secca – Spinaci – Cioccolato – Spezie – Conservanti alimentari come i benzoati (acido benzoico e suoi sali) – Mirtillo rosso – Solfiti – Nitrati e Nitriti, Glutammato monopodico,
Alimenti che bloccano l’enzima diaminossidasi (DAO) che degrada la istamina a livello intestinale: Alcol, in particolare il vino rosso.

ISTAMINA e INTESTINO
Chi ha un microbiota intestinale alterato da una cattiva alimentazione con presenza di batteri aggressivi, può avere nel suo intestino la trasformazione di un aminoacido presente negli alimenti proteici, ISTIDINA, in ISTAMINA per opera di questi batteri.
Le persone, in particolare donne, che soffrono di intolleranza alimentare alla istamina possono avere anche condizioni alterate nel loro intestino con presenza di Candida albicans (candidosi).
Come era successo a Gloria.

Avere un intestino con un microbiota compromesso e mangiare alimenti contenenti già istamina, sono condizioni in grado di scatenare una improvvisa ritenzione idrica, con comparsa di forte emicrania, con un brusco aumento di peso corporeo superiore anche ad 1 kg in poche ore, riduzione della diuresi giornaliera, variazioni di pressione arteriosa ed altri sintomi.

Superata la fase acuta di intolleranza alimentare alla istamina, l’organismo elimina l’eccesso di acqua ritornando al peso di prima.
A chi ha intolleranza alimentare alla istamina con i sintomi che ho prima riferito, controlli il valore degli eosinofili, che contengono l’enzima istaminasi in grado di degradare l’istamina. Valoro elevari vanno correlati con l’istamina.
Chi vuole, può verificare se ha intolleranza alla istamina eseguendo il DAO Test, in ogni ambulatorio pubblico e privato.

CHE FARE ?
Iniziare una alimentazione con esclusione di questi alimenti sopra citati, in particolare: emmenthal, camembert, parmigiano, pecorino, gruyère, prosciutto, fegato, salame, carme di maiale, insaccati, pollo, trota,aringa, sarde, tonno, salmone, sgombro, dado da brodo, spinaci, pomodori, crauti, soia, lievito da cucina, vini rossi, vini bianchi, birra, spumanti. Iniziare una dieta riposo intestinale, come più volte descritto per ristabilire un sano microbiota intestinale.

Buona giornata in salute.

Pierluigi Rossi
Laureato in Medicina Chirurgia è Specialista in Scienza della Alimentazione, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva. E’ stato Primario presso la ASL di Arezzo, Servizio Sanitario della Toscana, per 22 anni, Direttore della U.O. Direzione Sanitaria della stessa ASL, dove ha creato e diretto Ambulatorio di Nutrizione Clinica. Docente dal 1995 al 2009 di Scienza della Alimentazione presso la Università degli Studi di Siena. Docente (a.c.) presso la Università degli Studi di Bologna. E’ autore di un considerevole numero di ricerche scientifiche pubblicate in riviste italiane ed internazionali. Autore di libri. Ha fondato la Scuola di Alimentazione Consapevole, dirige e insegna in Master e Corsi di Nutrizione Clinica a medici, biologi, farmacisti e personale sanitario in molte città italiane e all’estero. Ha elaborato il Metodo Molecolare (Dieta Molecolare) che supera il calcolo giornaliero delle Calorie, considerato un artefatto scientifico perché il corpo umano utilizza per il suo lavoro metabolico solo energia chimica (ATP) e non certo il calore.

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